PEDEMONTANA B2

Fronte compatto nel Vimercatese contro la tratta D breve di Pedemontana. I sindaci del territorio hanno presentato ricorso al Tar chiedendo la sospensiva del provvedimento e il rinvio alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

La conferenza stampa, tenutasi sabato a Vimercate, ha registrato una partecipazione significativa di cittadini. Sala consiliare gremita e toni decisi: l’azione legale viene definita una scelta necessaria per tutelare territorio e comunità locali.

Una compattezza politica senza precedenti

Secondo i primi cittadini coinvolti si tratta di una battaglia complessa ma condivisa. Il consigliere provinciale Francesco Facciuto ha parlato di un’iniziativa “inedita” per dimensioni e portata, sottolineando la coesione istituzionale raggiunta tra i comuni del Vimercatese.

L’obiettivo dichiarato è fermare l’efficacia della delibera che approva la tratta D breve, contestandone presupposti tecnici e procedurali.

“Non è una variante”: le critiche sul tracciato

Uno dei punti centrali riguarda la natura stessa dell’opera. Secondo i sindaci, la D breve non sarebbe una vera variante del progetto originario.

La versione attuale, sostengono, perderebbe il collegamento con la Bergamasca e quindi verrebbe meno l’asse est-ovest a nord di Milano inizialmente previsto. L’infrastruttura finirebbe per configurarsi come un collegamento tra A8 e A1, parallelo alla Tangenziale Est, già gratuita nel tratto Vimercate-Agrate.

Un cambio di funzione che, a loro avviso, snaturerebbe l’impianto originario del progetto.

L’accordo di programma e i comuni esclusi

Altro nodo sollevato: l’assenza di un nuovo accordo di programma sottoscritto dai territori oggi interessati dalla D breve.

I sindaci evidenziano un paradosso: nell’intesa iniziale figurava Osio Sotto, mentre comuni come Agrate, Burago e Cavenago, direttamente impattati dal nuovo tracciato, non sarebbero stati formalmente coinvolti.

Una questione che viene letta come carenza di coordinamento istituzionale.

Procedura di approvazione e decreto sblocca cantieri

Nel mirino anche l’iter che ha portato all’approvazione. Secondo i sindaci, l’interpretazione del decreto sblocca cantieri utilizzata per affidare l’approvazione al concessionario non sarebbe coerente con il quadro normativo.

Viene evidenziata l’assenza di un progetto definitivo approvato e la presenza di 138 prescrizioni nella delibera. Ulteriore criticità: la mancanza di documentazione pubblica completa, comprese tavole tecniche dettagliate e il parere conclusivo della valutazione di impatto ambientale.

Elementi che, secondo i ricorrenti, sollevano interrogativi sulla trasparenza del procedimento.

Comunicazioni e tempi stretti

recinzioni pedemontana

La pubblicazione della delibera in Gazzetta Ufficiale l’11 dicembre 2025 viene considerata insufficiente sotto il profilo informativo.

I sindaci sostengono di non aver ricevuto comunicazioni dirette attraverso i canali istituzionali abitualmente monitorati. Il rischio, spiegano, era quello di superare i 60 giorni utili per il ricorso, rendendo l’atto definitivo e non più impugnabile.

Le contestazioni ambientali e trasportistiche

Sul piano sostanziale, restano centrali le questioni ambientali. Il territorio del Vimercatese viene descritto come uno dei più urbanizzati del Paese, con aree verdi considerate strategiche.

Vengono richiamati anche studi trasportistici commissionati in passato dalla Provincia di Monza, secondo cui la D breve risulterebbe meno efficace rispetto ad altre soluzioni per la mobilità.

Cosa può accadere ora

I tempi della decisione del Tar e dell’eventuale sospensiva non sono prevedibili. In caso di accoglimento del ricorso, l’iter dovrebbe ripartire con una revisione complessiva del progetto e con la necessità di ridefinire il completamento della tratta C.

Uno scenario che apre nuove incognite ma che, secondo i sindaci, non può tradursi in una soluzione inefficiente per la viabilità locale.