La Forti e Liberi guarda avanti dopo uno dei periodi più difficili della propria storia. Tra rilancio economico, lavori al centro sportivo, nuove ambizioni e attenzione ai giovani, il presidente racconta il percorso intrapreso dalla storica società monzese e le prospettive per il futuro.

Presidente Conti, la Forti e Liberi sembra essersi lasciata alle spalle uno dei periodi più complicati della sua storia. Quando ha assunto la presidenza, nel settembre 2025, che situazione ha trovato e qual è stata la difficoltà maggiore da affrontare?

A distanza di un anno dal nostro insediamento possiamo confermare che Forti e Liberi si è lasciata alle spalle la gran parte delle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare al momento del nostro ingresso.

Partire da zero sarebbe stato decisamente più semplice. Ripartire da una società esistente significa non poter scrivere una pagina completamente nuova, ma dover fare inevitabilmente i conti sempre con quelle precedenti.

La difficoltà maggiore è stata senza dubbio la mancanza di tempo. Io e il vicepresidente Alessandro Giambelli, come lei stesso ha sottolineato, abbiamo assunto le rispettive cariche soltanto alla fine di agosto e, a distanza di appena un fine settimana, il 1° settembre, prendeva già il via la nuova stagione sportiva.

Le lancette dell’orologio scorrevano inesorabilmente e, mentre eravamo impegnati a individuare, analizzare e attuare le soluzioni necessarie per affrontare e risolvere le problematiche ereditate dal passato, abbiamo dovuto parallelamente riprogettare da zero l’intera attività sportiva con particolare urgenza per le sezioni di pallacanestro e ginnastica artistica, che più di ogni altra avevano risentito delle conseguenze del difficile periodo precedente, pagando un prezzo elevato in termini di continuità.

Molti atleti avevano infatti lasciato la società e gran parte dello staff tecnico aveva intrapreso altre strade. Lo staff della ginnastica risultava completamente azzerato.

Entrambe le sezioni pertanto richiedevano un grande sforzo riorganizzativo al contrario della sezione di atletica che aveva mantenuto in essere il direttivo di sezione e che, già da alcuni mesi, aveva avviato e portato avanti un autonomo percorso di riorganizzazione e rilancio.

Parliamo di numeri: oltre 800mila euro di interventi complessivi sul centro sportivo e una situazione debitoria importante. Possiamo dire che oggi la Forti e Liberi sia definitivamente fuori dalla crisi economica oppure ci sono ancora situazioni da risolvere?

Il valore da lei indicato si riferisce all’ammontare totale dei lavori realizzati sul centro sportivo.

Circa 600mila euro di risorse pubbliche investite dal comune negli ultimi due anni e oltre 200mila euro di risorse private da parte della Polisportiva. Al di là dell'ingente esposizione debitoria nei confronti del Comune, per la quale il nuovo atto transattivo ha consentito di convertire integralmente il debito in opere di riqualificazione dell'impianto, la società presentava ulteriori pendenze per circa 250.000 euro nei confronti di collaboratori, fornitori di materiali e servizi, gestori delle utenze, Erario e altri creditori.

A distanza di un anno non possiamo dire di aver risolto completamente tutte le pendenze del passato ma senza dubbio possiamo affermare che lo stato di crisi economica è stato decisamente superato.

Il rapporto con il Comune di Monza è passato dalle tensioni degli anni scorsi a una collaborazione concreta. Che cosa ha permesso questa svolta e quali garanzie avete oggi sulla gestione futura dell'impianto di viale Cesare Battisti?

Non avendo vissuto in prima persona le tensioni e le vicende che negli ultimi anni hanno caratterizzato il difficile rapporto tra la Polisportiva e le istituzioni, possiamo limitarci a raccontare ciò che abbiamo direttamente sperimentato dal momento del nostro insediamento.

Dopo una prima fase introduttiva e conoscitiva, durante la quale abbiamo avuto modo di comprendere che ci saremmo potuti fidare reciprocamente, si è progressivamente consolidata una comunione di intenti rispetto all’obiettivo di grande importanza per la comunità, ossia garantire un futuro alla struttura e assicurare la continuità dell'attività sportiva.

È così iniziato un percorso di confronto durato nove mesi, fatto di incontri particolarmente impegnativi per entrambe le parti, ma che si sono sempre svolti in un clima di collaborazione e con uno spirito costruttivo. Un lavoro intenso che ha permesso, passo dopo passo, di individuare e definire le condizioni necessarie per dare una prospettiva concreta al futuro della Polisportiva.

Da parte nostra, ci siamo impegnati a rispettare tutti gli obblighi previsti dall'accordo transattivo, che si sarebbe dovuto completare entro il 31 dicembre 2026.

Senza dubbio una scadenza certamente ravvicinata e ambiziosa, soprattutto considerando le condizioni di partenza. In cambio, il raggiungimento degli obiettivi concordati avrebbe consentito di ottenere una proroga della concessione per ulteriori cinque anni, garantendo alla società un orizzonte temporale più adeguato e, soprattutto, la possibilità di ammortizzare gli investimenti sostenuti per la riqualificazione e il miglioramento dell'impianto.

Il centro sportivo è stato profondamente rinnovato. Ma oltre alle strutture, quali sono le ambizioni sportive? Possiamo aspettarci una Forti e Liberi nuovamente protagonista ad alti livelli nel basket, nell'atletica e nella ginnastica artistica?

Il nostro progetto per la comunità si basa su tre principali obiettivi: storico, sociale e sportivo.

Storico. Preservare la storia e la straordinaria identità di Forti e Liberi, garantendone la continuità nel futuro è stato senza dubbio una delle priorità che ha determinato il nostro coinvolgimento ed impegno.

Ricordo che Forti e Liberi molto presto, nel 2028, celebrerà i suoi primi 150 anni di storia.

Un traguardo straordinario, che non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma la testimonianza di una storia lunga, profondamente radicata nella città di Monza e nel tessuto sportivo italiano.

Una storia che si è addirittura intrecciata con la grande storia d’Italia, in alcuni dei suoi momenti più significativi e, purtroppo, anche più drammatici. Tra questi uno in particolare, il regicidio di Umberto I che il 29 luglio 1900 fu assassinato proprio durante una manifestazione sportiva organizzata dalla Forti e Liberi, alla quale aveva preso parte per premiare alcuni atleti della società.

Preservare Forti e Liberi, quindi, significa anche preservare un pezzo della memoria di Monza, ma la memoria da sola non basta. Una storia così importante ha senso soltanto se è capace di continuare a vivere, evolversi e parlare alle nuove generazioni.

Sociale. Lo sport come presidio sociale per i giovani. Crediamo che oggi lo sport abbia una responsabilità ancora maggiore nei confronti dei nostri ragazzi.

Viviamo in una società nella quale le relazioni sono sempre più digitali, immediate e spesso artificiali.

I ragazzi comunicano moltissimo, ma non sempre hanno la possibilità di incontrarsi davvero, di guardarsi negli occhi, di misurarsi con gli altri, di imparare a gestire una vittoria e una sconfitta, un conflitto, una responsabilità o una difficoltà.

In questo contesto, lo sport può diventare un vero presidio educativo e sociale. Riteniamo possa avere un potere salvifico per i nostri giovani, ovviamente non nel senso miracoloso del termine.

Lo sport non elimina le difficoltà della crescita, ma può fornire ai ragazzi strumenti importanti per affrontarle.

Sportivo. Inclusione e competizione. Due concetti che possono sembrare in contrasto tra loro ma che in realtà possono secondo noi convivere.

Una società sportiva deve saper offrire a tutti la possibilità di praticare attività fisica, crescere, socializzare e sentirsi parte di una comunità, senza per questo rinunciare all'ambizione agonistica.

Vogliamo infatti costruire una comunità sportiva nella quale ogni ragazzo possa trovare un posto, indipendentemente dal proprio livello tecnico, e nella quale il risultato della partita non sia mai più importante della crescita della persona.

L’atleta è posto al centro del nostro progetto sportivo.

Abbiamo investito molto in staff e competenze e grazie a loro vogliamo costruire un percorso di crescita tecnica e atletica che va oltre alla verticalizzazione standard sulla disciplina di riferimento ma che fonda le sue basi in allenamenti innovativi e multidisciplinari.

Un esempio su tutti, nel basket, per varie annate tra i più piccoli e fino ai primi anni delle giovanili, vengono effettuati allenamenti di preparazione atletica sulle basi della ginnastica artistica con istruttori di elevata e comprovata competenza nella disciplina, anche a livello olimpionico. Altro esempio l’inserimento di una nuova figura, il Player Development, che lavora in affiancamento allo staff di squadra intervenendo in modo mirato, quasi individuale o per mini-gruppi omogenei, sul perfezionamento del gesto tecnico dell’atleta.

Nella ginnastica artistica abbiamo attivato un potenziamento sulla base della danza classica al fine di migliore la componente artistica, di controllo e fluidità del movimento, di portamento, stile e posturale delle nostre ginnaste.

La priorità pertanto non è vincere oggi ma accompagnare l’atleta in un percorso di crescita e di formazione a medio lungo termine.

La Forti e Liberi rappresenta quasi 150 anni di storia sportiva monzese. Come pensate di avvicinare le nuove generazioni e le famiglie? Avete in programma collaborazioni con scuole, associazioni e altre realtà del territorio?

La palestra della Forti e Liberi 

Senza dubbio lavoreremo sempre più affinché la nostra associazione sportiva possa avere un ruolo crescente e significativo nella nostra comunità. Già dall’anno scorso, nel nostro primo anno non facile della ripartenza, abbiamo voluto essere vicini ai giovani e alle famiglie offrendo il nostro servizio alle scuole. Abbiamo contribuito con nostro staff, in affiancamento al personale docente, al realizzarsi di corsi propedeutici all’avvicinamento alla pratica della disciplina della pallacanestro, sia in modalità curricolare che extra-curricolare in cinque scuole della nostra città.

Quest’anno abbiamo riconfermato la nostra presenza e partecipazione dando disponibilità su un numero maggiore di scuole ed estendendo la pratica anche alle discipline della ginnastica e dell’atletica, oltre che alla riconfermata pallacanestro.

Per rilanciare una società storica servono anche risorse e partner economici. Quale ruolo potranno avere le aziende della Brianza nel vostro progetto? State lavorando a nuove sponsorizzazioni e collaborazioni con il mondo imprenditoriale?

La ringrazio per la domanda. Il tema delle risorse e dei partner economici è senza dubbio centrale per mantenere in vita progetti sportivi e sociali di tale entità e importanza per la comunità.

Purtroppo, con le sole quote di iscrizione è difficile sopravvivere. I costi di gestione dell’attività caratteristica di un’associazione sportiva sono molti, soprattutto se si ha l’ambizione di creare una comunità sportiva inclusiva e che basa la sua attività sulla crescita dell’atleta in senso ampio, richiedendo tante e diverse competenze multidisciplinari.

Cogliamo l’occasione per esprimere un sentito ringraziamento a tutte le società che ci sono state vicine in questo delicato momento di rilancio di un progetto così importante per la comunità. Il loro sostegno è stato fondamentale per garantirne la continuità e contribuire alla salvaguardia di un patrimonio storico di grande valore.

Nello specifico, desideriamo ringraziare tutte le realtà che, oltre al nostro impegno personale e all’impiego di nostre risorse private, hanno scelto di sostenere concretamente questo percorso di rilancio.

Un ringraziamento particolare va alla BCC di Triuggio e della Valle del Lambro, per il prezioso supporto finanziario e per aver creduto nel progetto.

Un sincero grazie anche a tutte le aziende sponsor che hanno colto il valore e l’importanza di questa iniziativa, scegliendo di andare oltre il semplice investimento in comunicazione e visibilità, per contribuire economicamente a un progetto dal forte valore sociale e sportivo.

Mi riferisco con particolare gratitudine a GVilla, una delle realtà più importanti e storiche dell’automotive del nostro territorio, Ritrò, società attiva nel mondo del catering e ristorazione monzese, Farmacia di Triante e alla Clinica Odontoiatrica Monzese (COM).

Considerata la grande valenza storica e sociale di questo progetto, che va ben oltre la sola ambizione sportiva e rappresenta un patrimonio importante per il nostro territorio, il nostro auspicio è che l’impegno personale e il sostegno finora ricevuto dalle aziende sponsor possano diventare un esempio e uno stimolo per tutta la comunità.

Ci auguriamo che questo percorso possa sensibilizzare cittadini, imprenditori e realtà del territorio di Monza e Brianza, favorendo una partecipazione sempre più ampia a sostegno della crescita dei nostri giovani.

Noi crediamo che il futuro dei nostri giovani e la conservazione della nostra storia siano responsabilità condivise e ciascuno, cittadini e aziende, con il proprio gesto, possano contribuire a costruire qualcosa di importante per tutta la comunità.

Fonte: QuindiciMonza