Alessio Delpiano
Alessio Delpiano

Il primo ha mosso proprio a Monzello i suoi primi passi da tecnico con le giovanili prima del memorabile exploit in Serie A con la presidenza Berlusconi; il secondo, dopo averci giocato negli anni migliori da difensore, è tornato in Brianza proprio per guidare la panchina biancorossa nel 2015.

L'occasione per celebrare le loro carriere è stata la presentazione ufficiale della 33ª edizione del "Memorial Ambrogio Mazza", lo storico torneo di calcio giovanile che si disputerà allo stadio comunale di Treviglio dal 28 maggio al 7 giugno. Davanti al comitato organizzatore e al direttivo dell’Aiac di Bergamo, Palladino e Delpiano hanno ricevuto la prestigiosa Panchina d’Argento, succedendo a Matteo Andreoletti e Marco Bolis in un albo d’oro inaugurato nel 2000 da Nado Bonaldi e Giovanni Vavassori.

Palladino: "L'Atalanta era nel mio destino. Il futuro? Vedremo"

Per Raffaele Palladino, il premio corona una stagione intensa sulla panchina dell'Atalanta, dove è subentrato nel novembre 2025. La motivazione del premio ha sottolineato la sua crescita esponenziale: dagli inizi a Monza fino alla Fiorentina, per poi approdare a Bergamo erigendo il suo credo tattico ad alta intensità e centrando l'ennesima qualificazione europea.

Circondato dall'affetto dei tifosi tra foto e autografi, il tecnico napoletano ha analizzato l'anno nerazzurro:

"Quando sono arrivato la squadra non attraversava un momento semplice. È stato fatto un lavoro di testa, sull’emotività, sull’entusiasmo e sulla costruzione di un’identità che si era un po’ persa. Ho rifiutato varie proposte dopo Firenze, anche dall’estero, perché sentivo che questo fosse il posto giusto. Credo che il popolo atalantino apprezzi chi lavora in silenzio con umiltà, sacrificio e dedizione. L’Atalanta doveva essere il mio destino, ora vedremo cosa succederà".

Delpiano, il trionfo del calcio dilettantistico e la scintilla Foscarini

Sul fronte dei dilettanti, la Panchina d'Argento è andata ad Alessio Delpiano (56 anni), attuale tecnico dello Scanzorosciate. Una carriera solida la sua, prima da difensore (con Monza e la storica promozione in B con l'Alzano Virescit) e poi da tecnico di piazze importanti come Pro Sesto e Lecco, fino al miracolo Scanzo, portato in Serie D con un'identità precisa basata sul 3-5-2.

Preso il microfono, Delpiano ha regalato il momento più emozionante della serata, indicando in sala il suo maestro Claudio Foscarini:

"A lui devo tutto. Da quando mi ha allenato all’Alzano Virescit nell’anno della promozione in B, ho appreso tutto da lui. Un bagaglio di esperienza e di umanità che cerco a mia volta di trasmettere ai miei giocatori".

Un complimento che ha incassato l'orgoglioso sorriso di Foscarini, a testimonianza di come il buon lavoro di un allenatore sappia superare i confini del tempo.

Terzo tempo e... una settimana a Zingonia

Il legame tra i due premiati, oltre alla comune radice monzese, si è concretizzato in un simpatico siparietto finale. Delpiano è infatti riuscito a strappare a Palladino una promessa speciale: poter trascorrere una settimana d'aggiornamento a Zingonia per seguire da vicino gli allenamenti dell'Atalanta. Una proposta accettata con sincero entusiasmo da Palladino, per una bellissima pagina di condivisione e cultura calcistica.

Ora i riflettori si spostano sul campo di Treviglio: dal 28 maggio la parola passa ai giovani del Memorial Mazza (dai Pulcini agli Under 16, fino alle categorie Special e femminili), con l'esempio e l'ispirazione di due grandi maestri della panchina.