GP Italia Autodromo di Monza
GP Italia Autodromo di Monza

La decisione di presentare ufficialmente il GP d’Italia di Formula 1 2026 a Milano, nella sede dell’Automobile Club di Milano, anziché a Monza, ha inevitabilmente fatto discutere.

La conferenza stampa è in programma martedì 1° settembre alle ore 11 nel Salone dell’Automobile Club di Milano e la scelta ha innescato una polemica politica sulla presunta perdita di centralità della città di Monza rispetto all'evento che più di ogni altro ne porta il nome nel mondo.

Martina Sassoli ha parlato apertamente di una progressiva perdita di “monzesità”, arrivando ironicamente a evocare il rischio di sentir parlare un giorno della “Monaca di Brera” anziché della Monaca di Monza. Anche la Lega cittadina è intervenuta criticando la decisione e allargando il ragionamento alla capacità di Monza di valorizzare il proprio Fuori GP.

Una polemica comprensibile.

Ma siamo sicuri che sia la chiave di lettura corretta?

Milano sta davvero togliendo qualcosa a Monza?

Partiamo da una certezza.

Il Gran Premio d’Italia si corre a Monza.

L'Autodromo è a Monza, la storia è a Monza, la pista è Monza. Quando nel mondo della Formula 1 si parla di Monza non serve quasi nemmeno aggiungere la parola Autodromo.

Monza è Monza.

È Ascari, è la Parabolica oggi dedicata a Michele Alboreto, è la Variante della Roggia, è Lesmo, è il rettilineo infinito sul quale le Formula 1 viaggiano a velocità impressionanti.

È il podio invaso dal rosso Ferrari.

È quel tracciato che dal 1922 rappresenta uno dei luoghi simbolo dell'automobilismo mondiale.

E questa identità non può essere trasferita con una conferenza stampa.

La stessa ACI, motivando la scelta della sede milanese, ha ricordato peraltro un passaggio storico tutt'altro che secondario: proprio l'Automobile Club di Milano fondò nel 1922 l'Autodromo Nazionale Monza.

Milano e Monza, quando si parla dell'Autodromo, non nascono dunque oggi come realtà collegate.

Lo sono da oltre un secolo.

Forse dovremmo ribaltare la prospettiva

Il punto, allora, potrebbe essere un altro.

Invece di domandarci continuamente se Milano stia portando via qualcosa a Monza, forse dovremmo iniziare a chiederci quanto Milano possa contribuire a rendere ancora più grande Monza.

Perché la Formula 1 degli ultimi anni è cambiata profondamente.

È diventata sport, intrattenimento, lifestyle, comunicazione, business, hospitality, marketing.

I Gran Premi non si esauriscono più nelle due ore della gara della domenica.

Le città che ospitano o gravitano intorno ai grandi eventi diventano parte dello spettacolo.

E a pochi chilometri dall'Autodromo Nazionale abbiamo Milano.

Una delle città più conosciute e attrattive a livello internazionale. Capitale economica italiana, città della moda, del design, degli eventi, della finanza e della comunicazione, collegata con il mondo attraverso aeroporti, alta velocità, hotel, ristorazione e una capacità di attrazione che difficilmente Monza potrebbe costruire da sola.

Pensare di tenere Milano distante dal Gran Premio per difendere l'identità monzese sarebbe probabilmente un errore.

La vera sfida dovrebbe essere esattamente opposta:

utilizzare la forza internazionale di Milano per portare ancora più valore a Monza.

La Formula 1 sta diventando sempre più grande

I numeri raccontano molto meglio delle opinioni quello che sta accadendo.

Nel 2025 il Gran Premio d'Italia ha raggiunto il record di 369.041 presenze nei tre giorni, oltre il 10% in più rispetto alle 335 mila dell'edizione precedente.

E il GP 2026 si prepara a un'altra edizione dall'affluenza straordinaria: già a luglio ACI aveva annunciato il tutto esaurito per la gara della domenica, mentre anche venerdì e sabato viaggiavano verso numeri molto elevati.

Significa che l'interesse cresce.

E quando cresce l'interesse cresce inevitabilmente anche il business.

Arrivano sponsor, aziende, hospitality, manager, clienti, eventi collaterali, presentazioni, investimenti.

In questo scenario Milano non è necessariamente una concorrente di Monza.

Può essere il suo più potente moltiplicatore.

Chi arriva dall'estero conosce Monza

C'è poi un aspetto che spesso, vivendo quotidianamente a pochi chilometri dall'Autodromo, rischiamo di non percepire fino in fondo.

Quanto è conosciuto il nome Monza nel mondo?

Negli ultimi mesi mi è capitato personalmente di essere a Vienna, Bratislava, Budapest, New York e Londra.

Contesti completamente diversi tra loro.

Eppure basta dire Monza perché moltissime persone facciano immediatamente la stessa associazione:

Formula 1. Autodromo. Ferrari. Gran Premio d'Italia.

È qualcosa che probabilmente noi monzesi tendiamo a dare per scontato.

Ma non lo è affatto.

Pochissime città italiane delle dimensioni di Monza possono vantare un livello di riconoscibilità internazionale simile legato a un evento sportivo.

E questo patrimonio non viene indebolito se una conferenza stampa viene organizzata a Milano.

Al contrario, può essere ulteriormente valorizzato se Milano diventa una gigantesca porta d'ingresso internazionale verso Monza.

Anche i numeri dimostrano che il GP ha già superato i confini della città

L'indagine commissionata dal Comune di Monza sul Gran Premio 2024 aveva già fotografato con grande chiarezza la dimensione internazionale dell'evento.

Il 64,3% degli spettatori analizzati proveniva dall'estero, con tifosi arrivati da 69 nazioni. Francia, Svizzera, Regno Unito, Germania e Polonia erano tra i mercati principali.

Ancora più significativo il dato economico.

L'impatto complessivo del GP era stato stimato in oltre 339 milioni di euro, considerando benefici diretti, indiretti, indotti, legacy e valore mediatico del brand.

E c'è un numero particolarmente interessante per il dibattito di questi giorni: nel settore dell'alloggio soltanto il 31,1% del fatturato generato ricadeva nella provincia di Monza e Brianza, mentre il restante 68,9% interessava territori esterni alla provincia.

Questo significa una cosa molto semplice.

Il Gran Premio è già un evento metropolitano, regionale, nazionale e internazionale.

Non possiamo pensare di contenerlo amministrativamente dentro i confini di Monza.

Prima la Scala, ora ACI Milano

La conferenza stampa del 1° settembre, inoltre, non rappresenta un episodio isolato.

Lo scorso 6 luglio la presentazione delle iniziative artistiche e culturali collegate al GP era stata organizzata addirittura al Teatro alla Scala di Milano, dove erano stati presentati anche il poster ufficiale e alcuni dei protagonisti delle iniziative legate al weekend.

Una scelta che aveva già provocato qualche malumore.

Ma proviamo anche qui a cambiare prospettiva.

Quante manifestazioni sportive possono permettersi di entrare alla Scala?

ACI aveva sintetizzato quell'abbinamento mettendo insieme il “Tempio della Velocità” e il “Tempio della Lirica”.

Due marchi italiani conosciuti nel mondo.

Uno è Milano.

L'altro è Monza.

Forse è proprio questa la strada da seguire.

Il vero rischio per Monza è un altro

Questo non significa che Monza debba rinunciare a svolgere un ruolo centrale.

Anzi.

La polemica può essere utile se porta a discutere della vera questione.

Non dove viene organizzata una conferenza stampa, ma quanto Monza riesca realmente a sfruttare l'enorme opportunità economica, turistica e comunicativa rappresentata dalla Formula 1.

Se Milano organizza eventi, presentazioni, serate, hospitality e iniziative internazionali durante la settimana del Gran Premio, benissimo.

Il problema nascerebbe se contemporaneamente Monza non fosse capace di costruire una propria offerta all'altezza del marchio che possiede.

La città deve riempirsi di motorsport.

Deve offrire agli sponsor motivi per essere presenti.

Deve permettere ai tifosi che arrivano da tutto il mondo di vivere il GP anche una volta usciti dai cancelli dell'Autodromo.

Deve coinvolgere commercianti, ristoratori, aziende, musei, associazioni e territorio.

Il Monza FuoriGP, che dal 3 al 6 settembre animerà il centro cittadino con eventi, musica, cultura e intrattenimento, rappresenta proprio uno degli strumenti attraverso i quali costruire questo collegamento.

E qui sì che Monza deve essere ambiziosa.

Molto più ambiziosa.

Milano può essere una straordinaria alleata

La Formula 1 oggi cerca grandi città.

Basta guardare l'evoluzione del calendario mondiale per capire quanto l'intrattenimento e il contesto urbano siano diventati strategici.

Monza possiede qualcosa che Milano non potrà mai avere: il circuito e la sua storia.

Milano possiede qualcosa che Monza non potrà realisticamente replicare: una capacità di attrazione internazionale enorme.

Mettendo insieme queste due forze il risultato può essere potentissimo.

Un turista può atterrare a Malpensa o Linate, soggiornare a Milano, partecipare a un evento in centro città e il giorno dopo prendere un treno per andare al Gran Premio.

Ma dove sta andando?

A Monza.

Quale gara racconterà quando tornerà a Londra, New York, Vienna o Budapest?

Monza.

Quale circuito avrà fotografato?

Monza.

Quale nome comparirà negli albi d'oro della Formula 1?

Monza.

Monza non deve avere paura di Milano

Per questo considero la polemica di questi giorni comprensibile dal punto di vista identitario, ma credo sia necessario guardare più lontano.

Monza non dovrebbe temere che Milano le rubi il Gran Premio.

Dovrebbe piuttosto pretendere di essere protagonista di un sistema molto più grande.

Perché più cresce Milano come destinazione internazionale durante la settimana della Formula 1, più cresce l'attenzione sul Gran Premio d'Italia.

Più cresce l'attenzione sul Gran Premio, più aumentano investimenti, pubblico, sponsor e valore commerciale.

E più cresce il Gran Premio d'Italia, più cresce inevitabilmente anche Monza.

Perché le due parole sono ormai legate in maniera indissolubile.

Formula 1 e Monza.

Monza e Gran Premio d'Italia.

Da oltre cento anni.

Una conferenza stampa organizzata qualche chilometro più a sud non può cancellare tutto questo.

Semmai la vera sfida è fare in modo che quelle centinaia di migliaia di persone attirate da Milano e dalla Formula 1 abbiano sempre più motivi per arrivare prima a Monza, fermarsi più a lungo a Monza, spendere a Monza e tornare a Monza.

È lì che dovrebbe concentrarsi il dibattito.

Non su come difendere Monza da Milano, ma su come utilizzare Milano per rendere Monza ancora più grande nel mondo.

Il pubblico del Gran Premio d'Italia a Monza