Bianco su rosso, un Monza non a Caso e per Bene: vittoria sontuosa contro il Cesena (1-3)
Partita strepitosa dei brianzoli nel feudo romagnolo dei Cavallucci. Tris pirotecnico della squadra di Bianco, sempre più leader del gruppo. L'analisi del match.
"La qualità senza risultati non serve a nulla, i risultati senza qualità sono noiosi".
Il calcio vive di tesi e antitesi, è la fiera delle filosofie e del pragmatismo, del gioco e dei risultati. Esattamente come sosteneva l'olandese volante Johan Cruijff, figlio e padre di un football basato sul bilanciamento tra il bel gioco e la concretezza, l'estetica e la sostanza.
Un mix ideale che allo stadio Manuzzi il Monza esibisce in maniera sontuosa, armonizzando qualità e quantità dall'inizio alla fine.
Atto di forza, prova di maturità e 1-3 d'autore: con un primo tempo elevatissimo in termini di gioco e confidenza e una ripresa di reazione e personalità. Contro il Cesena i biancorossi mettono in campo anima e cuore, danno tutto per la maglia e regalano emozioni ai tifosi. Perché vincere così, sfoderando un calcio avvolgente e applicato, a tratti dominante e pregevole, rende tutto ancora più esaltante.
Se Franco Maresco agitava il suo cinema nel magnifico “Un film fatto per Bene”, Paolo Bianco continua a sviluppare “Un Monza non a Caso”. E non solo per Giuseppe - schierato dal 1' e protagonista di autentiche scorribande a sinistra in tandem con Paulo Azzi - ma per il peso specifico delle sue idee, trasferite ai giocatori attraverso il lavoro, l'assetto identitario e una mentalità solida. Lo testimoniano le prestazioni e le vittorie - anche in rimonta, “Bianco su rosso” - di una squadra che alla 28ª giornata è in testa alla classifica insieme al Venezia a 60 punti. Tutto programmato dalla società e realizzato per bene. Con passione. Perché, come diceva Carmelo Bene: “Io cerco l'Emozione nell'Atto [...]. Che è il contrario dell'Azione. L'Atto è Joyce, è un servizio di Edberg”. Oltre al sentimento che colora il gesto, il Monza ci mette il timbro, il corpo, la pratica. E la voglia di non mollare mai.

Monza in auge, Cesena discontinuo
“La forza della squadra è ogni singolo membro. La forza di ogni membro è la squadra”.
Dal vangelo sportivo di Phil Jackson, Maestro Zen e coach più vincente nella storia NBA per anelli conquistati.
Un concetto universale che trascende la pallacanestro e attecchisce in ogni sport, calcio compreso.
Il Monza è l'emblema del vincolo paritario che si instaura tra singoli e collettivo, un gruppo in cui vige il comandamento dumasiano de I Tre Moschettieri: “Tutti per uno, uno per tutti”.
Bianco lo sa bene e, con mano sicura, cerca di migliorare ogni aspetto per far rendere al meglio la squadra.
Dopo il 2-0 contro la Virtus Entella, i brianzoli fanno tappa al Manuzzi di Cesena.
Il tecnico biancorosso si affida al collaudatissimo 1-3-4-2-1: Thiam tra i pali; Birindelli, Ravanelli e Lucchesi in difesa; Ciurria, Pessina, Obiang e Azzi a centrocampo; Caso ed Hernani a supporto di Cutrone.
Mignani si affida all'1-3-5-2 per garantire equilibrio ai reparti nelle due fasi: Klinsmann in porta; Ciofi, Zaro e Mangraviti nel terzetto arretrato; Ciervo e Frabotta sugli esterni; in mediana Francesconi, Castagnetti e Berti; in avanti la coppia formata da Cerri e C. Shpendi.
La squadra di Bianco ingrana subito la quinta e produce una partenza sprint, appropriandosi del gioco e della partita col passare dei minuti.
Calcio attivo e propositivo, di gamba e movimento, dinamico nella forma e rapido nell'esecuzione. La chiave tattica è la copertura posizionale del campo, con rotazioni mirate e un'occupazione geometrica degli spazi. Controllo del gioco, pressing alto e creazione della superiorità numerica: la prerogativa del Monza è la velocità di palla, nel fraseggio e nella circolazione, sfruttando le caratteristiche dei singoli e il gioco combinato per aprire la difesa avversaria. Pessina è onnipresente, nel mezzo e da quarto difensore in fase di non possesso, Birindelli è l'uomo libero tra i reparti e sposta gli equilibri con le sue percussioni interne (intuizione “temporanea” di Bianco, come fece Stroppa con Carlos Augusto, che partita dopo partita potrebbe diventare una consuetudine); Azzi e Caso lavorano in combo e a sinistra si spartiscono le quote, laterali e centrali, mandando in crisi la catena destra dei romagnoli.
Al 25' è il 7 biancorosso a sbloccare il match con un missile terra-aria dalla trequarti che si infila sotto l'incrocio. 8 minuti più tardi è sempre il brasiliano a fornire l'assist per Cutrone che, nell'area piccola, fredda Klinsmann per lo 0-2. Cutrone e Pessina sfiorano il terzo gol; il Cesena prova ad affacciarsi nella metà campo brianzola, ma fatica a rendersi pericoloso.
Nella ripresa i padroni di casa provano ad accorciare le distanze senza riuscire a sfondare il muro del Monza. Al 70' la partita prende una piega inaspettata: Azzi riceve il secondo giallo da Bonacina e scatta il rosso per somma di ammonizioni (entrambi ingenue). Con un uomo in meno il Monza non si scompone e lotta su ogni palla, schermando puntualmente le sortite del Cesena e giocando, di fatto, alla pari. Gli innesti dalla panchina forniscono il giusto apporto e al 78' arriva il colpo del ko: transizione d'alta scuola di Bakoune, che recupera palla e strappa in progressione servendo un assist al bacio per Petagna, bravo a rallentare la sua corsa e a incrociare di destro in rete. Tempismo e senso tattico da manuale.
In pieno recupero Frabotta sigla il gol della bandiera che fissa il risultato sul definitivo 1-3.
Trionfo meritatissimo della squadra di Bianco, che alza i giri del motore sfoderando una condizione psico-fisica eccellente.

Gioco brillante, Monza mercuriale
A Cesena è la vittoria del gruppo, centrato e maturo nell'interpretare al meglio la partita. Non solo in parità numerica, con Azzi e Caso a far brillare la corsia sinistra, ma anche in 10 contro 11 (con il doppio giallo e l'espulsione ingenua di Dentello). La squadra non si lascia travolgere dall'episodio e, al contrario, affronta di petto il momento, con attenzione e carattere.
In vantaggio 2-0 – eurogol di Azzi e zampata di Cutrone – il Monza prosegue, combatte e avanza, rispettando l'antico adagio del Barone Liedholm secondo cui “in dieci si gioca meglio”. Bianco azzecca la strategia al millimetro, è impeccabile nelle letture - di situazioni e sostituzioni - e ritocca con lucidità il suo scacchiere, preservando equilibrio e struttura. E mostrando la giusta determinazione, senza dare la sensazione di essere in difficoltà nonostante il forcing dei bianconeri.
Un grande successo - il settimo nelle ultime nove gare - per un grande Monza.
E per una squadra che sogna in grande e non vuole fermarsi. Prossima tappa: sabato 7 marzo alle 15:00 allo stadio Picco in casa dello Spezia.
Altra partita da affrontare al massimo, cavalcando l'onda dell'entusiasmo e l'energia del periodo favorevole. Perché, come dice Max Allegri, a marzo si decidono i campionati e bisogna farsi trovare pronti.
Di Andrea Rurali



