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Il misterioso frammento in pietra riaffiorato dal fiume Lambro, all'interno del Parco di Monza, potrebbe avere un'origine storica di grande rilievo. Le prime analisi effettuate dagli esperti fanno infatti risalire il manufatto all'antica Chiesa di Santa Maria in Brera, edificio gotico trecentesco che un tempo sorgeva nel centro di Milano.

La ricostruzione dovrà essere confermata dagli approfondimenti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, ma gli elementi raccolti finora sembrano indicare con decisione questa direzione.

Il ritrovamento vicino al Mulino del Cantone

Il blocco decorato è stato individuato lo scorso 10 giugno nei pressi del Mulino del Cantone, lungo il corso del Lambro.

Sin dal momento del ritrovamento è apparso evidente che non si trattasse di un semplice masso trasportato dall'acqua, bensì di un elemento architettonico scolpito e riccamente lavorato. Da qui sono partiti gli accertamenti per ricostruirne la storia e la provenienza.

L'ipotesi: il reperto proviene dalla Chiesa di Santa Maria in Brera

Secondo le prime verifiche, il frammento sarebbe appartenuto all'antica Chiesa di Santa Maria in Brera, uno dei più importanti esempi di architettura gotica medievale milanese.

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L'edificio venne progressivamente demolito per consentire l'ampliamento dei Saloni Napoleonici, destinati ad accogliere le gallerie di Brera. Durante quei lavori, però, alcune decorazioni furono recuperate anziché andare perdute.

Il legame storico tra Milano e il Parco di Monza

La vicenda del reperto racconta anche un'importante connessione tra Milano e Monza.

Negli stessi anni, infatti, era in costruzione la Cascina San Fedele, all'interno del Parco di Monza. L'architetto Luigi Canonica decise di riutilizzare parte delle decorazioni provenienti dalla chiesa milanese per impreziosire il portale e le bifore della nuova struttura.

Se questa ricostruzione sarà confermata, il blocco ritrovato rappresenterà un'ulteriore testimonianza del riutilizzo di materiali artistici provenienti dai grandi cantieri milanesi dell'Ottocento.

Il confronto con il reperto conservato al Castello Sforzesco

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Uno degli elementi che rafforza l'ipotesi degli studiosi è il confronto con un altro reperto già conosciuto.

Il blocco rinvenuto nel Lambro presenta infatti una decorazione caratterizzata da una rosetta centrale circondata da motivi vegetali, identica a quella presente su un frammento attribuito alla bottega dello scultore Giovanni di Balduccio.

Quest'ultimo reperto, proveniente anch'esso dalla facciata della Chiesa di Santa Maria in Brera, è oggi conservato nel Museo d'Arte Antica del Castello Sforzesco, dopo essere stato ceduto nel 1867 al Museo Patrio di Archeologia di Milano insieme ad altri elementi architettonici.

Resta da chiarire come il reperto sia finito nel Lambro

Se l'origine del manufatto appare sempre più definita, rimane ancora aperto l'ultimo interrogativo.

Gli esperti dovranno infatti ricostruire come e quando questo prezioso frammento sia finito nel fiume Lambro, dove è rimasto nascosto per decenni prima del recente ritrovamento.

Le indagini proseguiranno per cercare di completare la storia di un reperto che potrebbe aggiungere un nuovo tassello ai rapporti storici tra Milano e Monza.