Matteo Lovisa
Matteo Lovisa

Devo sostituire l’amico Paolo Corbetta in uno degli editoriali più delicati della stagione. E già questo basterebbe per mettere un po’ di pressione. Fortuna che Paolo è sempre sul pezzo e, anche stavolta, mi ha girato alcuni spunti preziosi. 

Spunti che meritano di essere condivisi con i lettori di MonzaNews, perché dopo una partita così non basta guardare il risultato. Bisogna leggere dentro la partita, dentro le tensioni, dentro i segnali che arrivano dal campo e da tutto ciò che gli gira attorno.

Ayroldi non ha condizionato Juve Stabia - Monza 

Prima, però, è obbligatorio partire dalla fine. Dalle furibonde polemiche della Juve Stabia per l’arbitraggio di Ayroldi nella semifinale d’andata dei playoff di Serie B al Menti.

Il direttore di gara ha condizionato la sfida? No, siamo seri.
Ha favorito il Monza? No, siamo seri.
Ha danneggiato in modo decisivo la Juve Stabia? No, siamo seri.

Un arbitro condiziona una partita quando ti regala rigori, quando ti espelle giocatori, quando ti nega episodi evidenti, quando ti massacra per tutta la gara. Ieri sera non è successo. Per niente. 

Ayroldi non ha arbitrato bene, questo sì. Ha creato più di un mal di pancia da una parte e dall’altra, soprattutto per qualche cartellino giallo di troppo in una gara sostanzialmente corretta e per qualche fallo non fischiato. Ma da qui a trasformarlo nel grande colpevole della serata ce ne passa.

Juve Stabia Monza, le polemiche arbitrali e quel precedente da non dimenticare

Quando ho visto le proteste a fine gara dei dirigenti campani, mi è venuto subito in mente l’amico Fiorenzo Dosso, al quale va il nostro grande abbraccio in un altro momento difficile.

Dopo le proteste nella prima finale playoff contro il Pisa, Fiorenzo disse al Monza di stare molto attento: “Occhio che con questo atteggiamento stanno preparando la finale di ritorno”. Poi ci mandarono Valeri e conosciamo tutti la storia. Una storia che a Monza non è mai stata completamente digerita, perché certe ferite sportive restano lì, anche quando gli anni passano.

Ecco perché, dopo queste polemiche, martedì sera servirà un direttore di gara di grande personalità. Un arbitro di peso, un nome importante, uno abituato a gestire partite vere, calde, pesanti. Uno come Doveri o Guida, per intenderci, già visti in campionato in gare di alto livello.

Non per fare favori al Monza. Non per compensare nulla. Ma semplicemente perché una partita così ha bisogno di un arbitro forte, credibile, capace di non farsi trascinare dentro il rumore. Dopo tutto quello che si è acceso attorno alla gara del Menti, martedì servirà equilibrio. E non aggiungiamo altro.

Monza playoff, il pareggio è buono ma non può bastare per stare tranquilli

Poi, però, c’è il campo. E il campo resta la cosa più importante. Dire che in questo Monza va tutto bene sarebbe prendere in giro i nostri lettori. E noi non l'abbiamo mai fatto in questi 25 anni. Il pareggio di Castellammare è stato un buon risultato, soprattutto considerando il peso della partita, l’ambiente, il momento e l’importanza dell’andata. Lo avevamo scritto alla vigilia: uscire dal Menti senza perdere sarebbe stato fondamentale.

Missione compiuta, dunque. Ma guai a pensare che basti.

Il primo dato è evidente: la miglior difesa del campionato fino alla 36ª giornata, con appena 27 gol subiti, ha incassato 7 reti nelle ultime 3 partite. È solo colpa della difesa? No. Sarebbe troppo facile e anche ingiusto. Il problema, oggi, sembra più profondo. È un problema di reparti, di distanze, di protezione, di equilibrio generale.

Le due reti della Juve Stabia lo hanno mostrato bene. Quando il Monza si allunga, quando perde compattezza, quando i centrocampisti arrivano in ritardo e la linea difensiva resta esposta, anche una squadra solida diventa vulnerabile. E nei playoff questo può diventare pericolosissimo.

Paolo Bianco, le scelte al Menti e quei segnali da correggere subito

Ha azzeccato tutto Paolo Bianco al Menti? No. Soprattutto all’inizio qualcosa non ci è piaciuto. Il Monza è sembrato meno fluido, meno sicuro, meno padrone della partita rispetto ad altre serate. E in una gara così, partire con il piede sbagliato può pesare tanto.

Il tema Petagna resta centrale. In questo Monza, piaccia o non piaccia, Petagna è fondamentale. Non solo per i gol, ma per tutto quello che permette alla squadra di fare: salire, respirare, appoggiarsi, sporcare palloni, creare presenza. Senza un riferimento così, il Monza rischia di perdere identità offensiva.

Anche Obiang ha fatto molta fatica. E Azzi, oggi, non sembra più il giocatore ammirato durante il campionato. Meno brillante, meno incisivo, meno dentro la partita. Sono dettagli? No, nei playoff i dettagli diventano sostanza.

Sul discorso Caso, invece, siamo d’accordo con l’allenatore: la differenza la fa quando entra. In questo momento, il suo impatto dalla panchina può essere un’arma devastante. Non sempre chi parte dall’inizio decide di più. A volte la partita la spacca chi entra quando gli altri iniziano a respirare corto.

Brianza in Campo, lunedì sera si parlerà di tutto senza sconti

monza

Il Monza ha ottenuto un risultato positivo, ma martedì servirà qualcosa in più. Servirà una squadra più corta, più feroce, più lucida. Servirà non farsi distrarre dalle polemiche. Servirà non cadere nella trappola emotiva di una vigilia che, dopo quanto accaduto al Menti, rischia di diventare ancora più tesa.

Di tutto questo parleremo domani sera a Brianza in Campo, dalle 20:30, sui canali social di MonzaNews ed EsteNews. Con il leader della Curva Davide Pieri, Fausto Marchetti, il sottoscritto e anche una bella sorpresa.

Perché il momento è delicato. Perché il Monza è ancora vivo. Perché il pareggio di Castellammare è un buon punto di partenza, ma non deve diventare un alibi. E perché adesso, più che mai, bisogna restare dentro la partita. Con testa, cuore e nervi saldi.

Martedì non si giocherà soltanto una qualificazione. Si giocherà un pezzo di stagione, forse un pezzo di futuro. E il Monza deve arrivarci pronto. Stefano Peduzzi