Metrotranvia nel caos: cantieri aperti ma soldi finiti, cosa succede adesso
Metrotranvia Milano-Seregno in crisi: mancano 120 milioni per completare l’opera. Scontro politico su responsabilità e fondi.

La metrotranvia Milano-Seregno si ferma ancora prima di arrivare al traguardo. Il motivo è sempre lo stesso: i soldi. All’appello mancano 120 milioni di euro, una cifra che mette seriamente a rischio il completamento dell’opera.
Il caso è esploso anche in Regione, ma al momento non è arrivata alcuna soluzione concreta. Solo uno scontro politico acceso, con posizioni distanti e responsabilità che rimbalzano da una parte all’altra.
Cantieri aperti e opera a rischio
Il problema non è solo economico. I lavori sono già partiti, con disagi evidenti per residenti e commercianti, ma il progetto resta bloccato e il cronoprogramma è in ritardo.
Lo scenario peggiore non è più un’ipotesi remota. Il tracciato potrebbe essere ridimensionato, con il rischio concreto che la metrotranvia non attraversi più Desio, Seregno e Nova Milanese, oppure che lo faccia solo in parte.
Un paradosso per un’infrastruttura attesa da oltre quindici anni.
Accuse incrociate: la politica si divide

Il tema è arrivato in consiglio regionale, dove il confronto si è acceso. Da una parte le critiche alla gestione dell’opera, considerata inefficiente e segnata da errori di valutazione.
Secondo questa linea, gli extracosti sarebbero il risultato di una pianificazione sbagliata, aggravata dalla scelta di aprire i cantieri lungo tutta la tratta senza una strategia adeguata.
Dall’altra parte, invece, si sottolinea come l’aumento dei costi sia un fenomeno diffuso, legato alle tensioni internazionali e al rincaro delle materie prime e dell’energia.
Il nodo decisivo: chi paga gli extracosti
Il punto centrale resta uno solo. Chi copre i 120 milioni mancanti?
L’ipotesi di un intervento diretto del Governo viene respinta da chi ritiene che non si possano utilizzare risorse statali per coprire errori progettuali o gestionali. Allo stesso tempo, viene chiesto alla Città Metropolitana di trovare una soluzione interna, magari riallocando fondi da altri progetti.
Dall’altra parte, si insiste sulla necessità di una collaborazione istituzionale più ampia, considerando che molte opere infrastrutturali stanno affrontando aumenti simili.
Un problema che va oltre la metrotranvia
Il caso della Milano-Seregno non è isolato. Anche altri progetti in Lombardia hanno subito rallentamenti e rincari, tra cui il prolungamento della metropolitana M5 verso Monza, fermo proprio a causa degli extracosti.
Questo rafforza l’idea di un sistema infrastrutturale sotto pressione, dove le grandi opere si scontrano con una realtà economica sempre più complessa.
Un’opera sospesa tra ritardi e incertezze
Oggi la metrotranvia resta in una fase di stallo. I cantieri ci sono, i disagi anche, ma la direzione è tutt’altro che chiara.
Il rischio è quello di ritrovarsi con un’infrastruttura incompleta, costosa e lontana dagli obiettivi iniziali. E soprattutto con territori che pagano il prezzo più alto, senza avere ancora risposte.



