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La rivoluzione di Pep Guardiola. Spunti di riflessione dopo la doppia sfida con il Tottenham. L’equilibrio tra attacco e difesa

La rivoluzione di Pep Guardiola

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad un generale innalzamento del livello qualitativo del calcio globale e tra i principali artefici di questa evoluzione epocale del gioco troviamo senza ombra di dubbio Pep Guardiola. L’allenatore catalano, salito alla ribalta del calcio mondiale alla guida del suo Barcellona dei record, prendendo spunto dai principi del calcio totale predicato da Johan Cruijff, ha creato un proprio modello di calcio estremamente spettacolare, avvincente ed entusiasmante. Anche nella sua recente esperienza al Manchester City Guardiola ha dimostrato di essere uno dei migliori allenatori in circolazione anche se, per il terzo anno consecutivo, l’avventura dei suoi Citizens in Champions League è terminata ai quarti di finale. Al termine di una sfida incredibile e ricca di emozioni, raccontata anche da Fox Sport e terminata con l’incredibile risultato di 4-3, il Tottenham, grazie all’1-0 dell’andata, è riuscito infatti ad avere la meglio dei cugini di Manchester accedendo così alle semifinali dove gli Spurs dovranno vedersela con l’Ajax.

20 Maggio 2009 Suona il telefono a casa Mazzone, è Carlo a rispondere… «Grande Mister buongiorno, come sta? Verrebbe…

Pubblicato da Carlo Mazzone su Mercoledì 29 marzo 2017

Spunti di riflessione dopo la doppia sfida con il Tottenham

Il Manchester City, forte del primo posto virtuale in Premier e di una rosa sensazionale, si presentava alla doppia sfida valevole per i quarti di finale della competizione con tutti i favori del pronostico dalla propria parte. Nonostante il Tottenham sia una buona squadra, infatti, la differenza tecnica tra i giocatori delle due squadre è abissale. La vera arma in più degli Spurs, oltre ai giocatori di livello assoluto come Eriksen, Dele Alli, Kane e Son, è senza ombra di dubbio Mauricio Pochettino: l’allenatore argentino negli anni è riuscito a costruire un gruppo solido che cerca di imporre il proprio calcio contro ogni avversario. Nella partita di andata, vinta dagli Spurs con il risultato di 1-0, il Tottenham aveva già dimostrato di conoscere tutti i punti di forza e di debolezza dei propri avversari, riuscendo ad annullare in più di un’occasione le sortite offensive di un City comunque non irresistibile. Al ritorno, giocato all’Etihad Stadium di Manchester, Guardiola era quindi chiamato al riscatto per evitare l’ennesimo fallimento europeo. La partita, conclusasi con il risultato di 4-3, è stata tra le più belle ed incredibili degli ultimi anni, piena di colpi di scena e ricca di giocate di tecnica sopraffina. Il calcio offensivo e propositivo messo in campo dalle due squadre ha dato vita ad una sfida epica che, con ogni probabilità, verrà ricordata per molti anni come una delle più pazze delle ultime edizioni di Champions. Alla fine, come spesso accade in partite di questo tipo, a deciderla sono stati gli episodi ed i troppi errori difensivi. Se da un lato la fase offensiva delle due squadre è stata eccelsa, dall’altro la fase difensiva è stata rivedibile ed ha nuovamente acceso le polemiche sull’efficacia europea del calcio di Guardiola. In campionato, invece, il discorso è completamente differente ed i Citizens, al 24 di aprile, a 1,90, secondo le quote su Betway.it restano i favoriti nella volata per la vittoria della Premier. La lotta, con quattro partite ancora da giocare, sta finalmente entrando nel vivo e siamo sicuri che sia il City che Liverpool daranno vita ad uno spettacolo indimenticabile e ricco di emozioni.

Pep Guardiola says he might not be good enough for his Manchester City players, rather than the other way round. #Bambasport

Pubblicato da Bamba Sports su Sabato 21 gennaio 2017

L’equilibrio tra attacco e difesa

Guardiola ama il bel calcio in modo folle e ciò comporta che alle volte l’allenatore catalano si perda nella bellezza del proprio gioco. Mentre il Barcellona di Pep con i vari Puyol, Piquè, Busquets, Xavi, Iniesta e Messi era una squadra propositiva ma comunque attenta a difendersi, questo City sembra attaccare in modo ossessivo, dando poca importanza alla fase difensiva. Il Manchester City visto in queste ultime due edizioni della Champions League è apparso troppo sbilanciato in avanti e questo atteggiamento spregiudicato è stato il vero punto di debolezza della squadra di Guardiola. Se è vero che nelle ultime edizioni della Champions il calcio propositivo è stato premiato dai risultati, è altrettanto vero che in Europa è fondamentale non subire goal. Barcellona, Tottenham, Liverpool ed Ajax sono giunte alle semifinali proponendo un calcio spettacolare ma facendo comunque attenzione a mantenere un certo equilibrio tra attacco e difesa. A testimoniare che il calcio di Guardiola necessita di qualche piccolo accorgimento si erge la circostanza che vede le squadre allenate da Pep incapaci di vincere la Champions dal 2012. Sette anni senza alzare la Coppa dalle Grandi Orecchie per un club non rappresenterebbero un dramma ma, con Guardiola in panchina, sembrano un’eternità. L’allenatore catalano, ad ogni modo, saprà sicuramente analizzare in modo lucido ciò che ha funzionato e ciò che invece è andato storto, lavorando con l’ossessione di sempre per limare i difetti del suo City e per cercare di rendere la propria “creatura” perfetta. Nonostante i risultati in Europa continuino a non arrivare, la valutazione complessiva del lavoro di Pep Guardiola non può essere fatta solo ed esclusivamente in relazione ai risultati ottenuti. Se è vero che i risultati sono importanti, è altrettanto vero che il calcio è anzitutto intrattenimento, divertimento e spettacolo e che assistere ad una partita di una squadra di Guardiola è un piacere per gli occhi e per lo spirito.

Dopo l’ennesimo fallimento europeo il Manchester City rivolgerà tutte le proprie energie al campionato dove, come abbiamo detto, il duello con il Liverpool si appresta ad entrare nel vivo. Siamo sicuri che Pep cercherà di lasciarsi subito alle spalle le delusioni di Champions e proverà a portarsi a casa la sua seconda Premier League consecutiva.

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