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Dopo diversi mesi di assenza e di stop forzato, il Monza ritorna finalmente a giocare e si prepara, dopo ben 19 anni, a disputare un campionato di Serie B. Silvio Berlusconi è stato chiaro: la dirigenza vuole la Serie A e, per questo, è stata allestita una squadra che non si accontenti della semplice permanenza in categoria o salvezza. Tutto è pronto: la squadra ha inserito innesti importanti e alla guida c'è Mister Brocchi che dovrà dimostrare il valore di questa nuova squadra in una categoria molto prestigiosa come questa. Le partite da giocare saranno 38 e la scalata non sarà per niente facile. Primo avversario da affrontare tra le mura casalinghe del nuovo stadio è la Spal, la prima squadra retrocessa matematicamente dalla Serie A la scorsa stagione, abituata a giocare in quegli stadi a cui anela tanto il Monza e tutti i tifosi, un impegno perciò difficile ma al tempo stesso stimolante, un vero banco di prova. In vista della partita, abbiamo intervistato Alessandro Orlandin, giornalista di Radio Sportiva e corrispondente da Ferrara.

Alessandro, da quanto tempo segui la Spal?


Ho 35 anni e seguo la SPAL dal 2006, anno in cui militava nella vecchia serie C2. Proprio in quel periodo ho iniziato l'attività giornalistica e nel 2009 sono entrato nell'organico de LoSpallino, al tempo in edizione cartacea. Dal 2012 sono subentrato alla direzione della testata online e ho proseguito fino a oggi, contribuendo, assieme ai miei colleghi, a renderla un punto di riferimento per i tifosi biancazzurri.

Questo campionato inizia in maniera un po' anomala vista l'emergenza sanitaria. Quanto credi che influirà sull'andamento del campionato?

Influirà enormemente, come d'altra parte è successo negli scorsi campionati di serie A e B. Tra mercato fortemente condizionato dall'assenza di liquidità, assenza (o scarsità) di pubblico negli stadi, calendario compresso, giocatori sottoposti a uno stressante protocollo sanitario, potenziali assenze per casi di positività e la conferma della regola delle cinque sostituzioni a partita ci sono tutti gli elementi per una competizione in larga parte imprevedibile.

I bookmakers danno favorito il Monza: quanto ci può essere di vero in questa previsione?

Molto, principalmente per via della legge del mercato: il Monza è l'unica squadra, o una delle poche, che ha potuto fare investimenti su larga scala e ha un margine ulteriore per farne nel prossimo futuro, costruendo un organico profondo e tecnicamente valido, in grado di soddisfare appieno le esigenze dell'allenatore. In un contesto nel quale le avversarie sono impegnate principalmente a cercare di far tornare i conti, questo è un vantaggio competitivo dal grandissimo peso specifico. Al tempo stesso bisogna tenere in mente che mancano ancora due settimane di calciomercato e soprattutto che l'equazione soldi uguale successo garantito funziona meglio in serie C più che in B. Il campionato cadetto richiede grande sacrificio e capacità di coesione, e spesso squadre con minore qualità, ma con più organizzazione, possono rendere meglio rispetto alle favorite. Ci sono dozzine di esempi a confermare questa tendenza ed è questo che può contribuire a generare interrogativi sulla stagione della squadra di Brocchi. Ma ciò non toglie che la squadra a sua disposizione sia tra le più accreditate alla lotta per i quartieri alti.

Quest'anno la Serie B potrà essere molto competitiva per il livello delle squadre o credi che alcune siano sulla carta più favorite di altre?

In qualunque campionato ci sono squadre che partono favorite e altre che sulla carta appaiono meno attrezzate e quello attuale non farà eccezione. Credo che se dovessimo stilare una griglia di partenza motoclistica a gruppi di tre, davanti ci sarebbero Lecce, Brescia e Frosinone, seguite a ruota da Monza, Chievo e SPAL. Questo almeno sulla base degli organici attuali e quindi al netto dei cambiamenti che avverranno da qui al prossimo 5 ottobre. Va da sé che nell'arco di una competizione così lunga possono verificarsi eventi in grado di sovvertire i valori: infortuni a elementi chiave, serie negative, problemi di coesione, episodi arbitrali sfortunati. Però credo che le due che verranno direttamente promosse in serie A usciranno da quel gruppetto.

Passiamo alla prima giornata di campionato. Come affronterà la Spal questa prima partita?

Con un misto tra determinazione e senso d'incertezza. Se da un lato la rosa è stata ringiovanita con elementi carichi d'entusiasmo, dall'altro in organico sono ancora presenti diversi giocatori che da qui al prossimo 5 ottobre potrebbero vestire un'altra maglia. Pasquale Marino lo sa e conta soprattutto sulla professionalità, aspettandosi impegno anche da chi la ha la valigia pronta e spera in una chiamata dalla serie A. La breve fase di precampionato ha detto che la SPAL è ancora lontana da una condizione fisica adeguata per l'idea di calcio di Marino, per cui il tecnico imposterà una squadra contraddistinta da giocatori d'esperienza, nella speranza di poter far male al Monza grazie ad alcune individualità di livello.

Che partita si aspetta di vedere? Se la sente di fare un pronostico?

Mi aspetto la classica partita di inizio stagione tra squadre con condizione atletica approssimativa e automatismi ancora da affinare. Credo che la SPAL imposterà una gara accorta e mirata a speculare in contropiede su un eventuale senso di superiorità territoriale del Monza. La strategia ha pagato nell'ultima amichevole giocata contro l'Udinese e credo sia verosimile una sua riproposizione. I pronostici non sono esattamente il mio forte, ma a pelle mi sentirei di ipotizzare un pareggio con punteggio basso, ad esempio uno 0-0 o un 1-1.