L’annuncio di Delpini sul giovane di Monza verso la beatificazione: ecco la sua storia
La Chiesa di Milano apre la causa di Marco Gallo, vissuto in Brianza negli ultimi anni della sua vita
Ci sono storie che continuano a parlare anche dopo essersi interrotte troppo presto. Storie che attraversano territori diversi, cambiano città, incontrano volti nuovi e lasciano un segno silenzioso ma profondo. Non sempre l’appartenenza è una questione di nascita: a volte è il tempo vissuto, le relazioni costruite, la memoria condivisa a creare un legame autentico.
Nel cuore della Brianza, una vicenda personale ha saputo radicarsi nella vita di una comunità, diventando negli anni un punto di riferimento soprattutto per i più giovani. Un cammino breve, ma intenso, che continua a interrogare e a suscitare domande essenziali.
È in questo intreccio tra fede, quotidianità e testimonianza che una figura giovanissima torna oggi al centro dell’attenzione ecclesiale e cittadina.

Marco Gallo e Monza: una testimonianza che resta viva
La Chiesa di Milano ha annunciato l’avvio ufficiale della causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Marco Gallo, giovane laico morto a soli 17 anni in seguito a un incidente stradale. L’apertura del processo è fissata per sabato 7 marzo, nella Cappella arcivescovile, per volontà dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.
Pur non essendo nato a Monza, Marco Gallo ha vissuto in città gli ultimi anni della sua vita, un periodo decisivo del suo percorso umano e spirituale. La famiglia si era trasferita in Brianza nel 2009 e proprio qui il giovane ha consolidato relazioni, impegno e testimonianza cristiana. Il legame con Monza si è rafforzato ulteriormente dopo la sua morte, avvenuta nel novembre 2011 a Sovico, mentre si recava a scuola in moto.
Il funerale venne celebrato nel Duomo di Monza, segnando un momento di profonda partecipazione collettiva. Da allora, la città è diventata uno dei luoghi simbolo della memoria e della devozione legata alla figura di Marco Gallo.
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La causa di beatificazione e il ruolo della Chiesa di Milano
La causa di beatificazione di Marco Gallo nasce da una fama di santità che, come sottolineato nel comunicato ufficiale della Chiesa di Milano, non si è mai spenta, ma anzi si è consolidata nel tempo. Centinaia di persone, in particolare giovani, continuano a partecipare ogni anno ai momenti di preghiera e memoria, sia in Liguria sia in Brianza.
La sera prima della sua morte, Marco Gallo aveva scritto sul muro della sua stanza una frase evangelica rimasta impressa in molti: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». Un segno che, per chi lo ha conosciuto, sintetizza il senso di una vita breve ma vissuta con intensità, tra studio, amicizie, sport e una fede coltivata nella quotidianità.
Secondo quanto indicato nell’Editto pubblicato dal Servizio delle Cause dei Santi, tutti i fedeli che abbiano testimonianze o scritti riferibili a Marco Gallo sono invitati a consegnarli alla Curia Arcivescovile di Milano. Un passaggio formale che apre ora una nuova fase del percorso ecclesiale, nel solco delle norme della Santa Sede.
Monza, i giovani e una figura che parla ancora al presente
Negli anni, la figura di Marco Gallo è diventata un riferimento trasversale, capace di coinvolgere realtà ecclesiali diverse. A colpire non è solo la sua storia personale, ma la naturalezza con cui testimoniava la fede nella vita di tutti i giorni, tra scuola, volontariato e amicizie.
La partecipazione crescente alle celebrazioni commemorative nel Duomo di Monza conferma come il suo nome sia ormai parte della memoria spirituale della città. Un legame costruito nel tempo, che oggi trova un riconoscimento ufficiale nel percorso avviato dalla Chiesa di Milano.
L’apertura della causa di beatificazione rappresenta così non solo un atto ecclesiale, ma anche un momento significativo per una comunità che continua a riconoscersi in una testimonianza giovane, semplice e radicale allo stesso tempo.



