Il protocollo per la riqualificazione della stazione di Monza non nasce oggi. A ricordarlo è la consigliera comunale , intervenuta con un commento sotto un nostro post che rilanciava la notizia sul futuro dello scalo ferroviario cittadino.

«Il protocollo risale al 2023, quando andammo in Regione per segnalare le condizioni della stazione e trovammo ascolto dall’assessore», scrive Turato, ricostruendo l’origine di un percorso istituzionale che viene oggi riproposto nel dibattito pubblico come se fosse una novità.

Un accordo già avviato, non un annuncio recente

Il protocollo, firmato da Comune di Monza, Regione Lombardia, Rete Ferroviaria Italiana e Fs Sistemi Urbani, prevedeva l’attivazione di tavoli tecnici e 24 mesi di tempo per arrivare a una progettazione complessiva della riqualificazione della stazione.

giada

Un iter che, secondo la consigliera, era già noto e avviato da tempo. «Ora se lo vendono come novità per la campagna elettorale», osserva nel commento, «visto che non stanno facendo nulla di nuovo».

La progettazione doveva essere conclusa

Il nodo centrale resta lo stato di avanzamento concreto del progetto. «La progettazione doveva essere già finita», sottolinea Turato, «invece non è ancora stato fatto nulla».
Un’affermazione che riporta l’attenzione sul divario tra gli impegni assunti e i risultati effettivamente raggiunti.

A distanza di oltre due anni dall’avvio del percorso, non risultano progetti definitivi pronti né un cronoprogramma operativo che consenta di ipotizzare l’apertura dei cantieri.

Tra narrazione politica e realtà amministrativa

La stazione di Monza resta uno snodo strategico per la mobilità cittadina e regionale, attraversato ogni giorno da decine di migliaia di passeggeri. Proprio per questo, secondo i critici, il rischio è che il protocollo resti un contenitore di buone intenzioni, periodicamente rilanciato nel dibattito politico senza che si registrino passi avanti sostanziali.

E mentre gli accordi tornano al centro della comunicazione istituzionale, la riqualificazione dello scalo continua ad attendere il passaggio decisivo: quello dalle parole ai progetti, e dai progetti ai lavori.