“Non è importante di che colore sia il gatto, l’importante è che prenda i topi”. Da decenni si dibatte sul nome di chi abbia pronunciato per primo questa frase, quel che è certo è che le origini sono cinesi. Poco importa, a me quel che piace è che il pragmatismo di queste parole è inarrivabile. E ben si adatta a varie situazioni della vita quotidiana. Anche nello sport, anche in quel mondo del calcio in cui si discute spesso se sia primaria la forma o la sostanza.

E’ stato un bel Monza quello che ha battuto l’Avellino? Non troppo, a mio parere. Ma ha portato a casa quel successo meritato che gli consente di essere secondo in classifica e di avere recuperato sul Frosinone 5 punti in 2 turni. Sia chiaro, le statistiche sembrerebbero contraddire la validità del mio punto di vista: 26 tiri verso il portiere avversario, di cui 7 in porta; possesso palla del 60%, 15 calci d’angolo battuti. Sì, tantissima quantità, ma con un approccio qualitativo da rivedere.

So che Paolo Bianco non sarà d’accordo. Ma così come sono abituato a dargli il merito di saper leggere le gare in corsa come pochi sanno fare, con altrettanta schiettezza non ho timore a dire che spesso le sue “letture” nel corso delle partite costituiscono il rimedio a qualche scelta iniziale non perfettamente centrata. Contro l’Avellino il Monza ha creato i presupposti per rimontare lo svantaggio con i cambi.

Monza, Cutrone e Caso hanno cambiato il volto

Cutrone e Caso hanno cambiato il volto della squadra biancorossa, perché entrati al posto di Mota ed Hernani  che soffrono una posizione in campo che non è per loro naturale. Il portoghese dà il meglio di sé partendo dalla fascia, il brasiliano giostrando in mezzo al campo. L’ingresso di Ciurria, ancora una volta uomo assist per lo splendido gol di Cutrone, ha consentito di puntellare la difesa, con Birindelli a sostituire un Brorsson che ha commesso l’ingenuità che ha dato il via al vantaggio dell’Avellino. Finché non sarà disponibile Antov, che come braccetto di destra è nel suo ruolo naturale, solo Ravanelli dà certezze in quella posizione. E senza quest’ultimo, giocatore duttile e fondamentale per questa squadra, mi piace pensare che Birindelli possa essere la migliore soluzione temporanea.

Mi piace anche ricordare che il gol che ha portato il Monza alla vittoria n. 14 in campionato sia arrivato grazie al primo penalty a favore dell’intera stagione. Dopo i tanti episodi in cui il rigore era stato ingiustamente negato ai biancorossi, finalmente il tabù è stato rotto. Ci sono volute due scorrettezze nel giro di pochi minuti (poco prima Obiang era stato falciato in mischia) per avere un rigore a favore, ma non lamentiamoci e portiamo a casa il successo grazie all’ottima trasformazione di Pessina, avvenuta nei minuti finali nella stessa porta in cui, qualche settimana fa e sempre nei minuti finali, la rete di Monterisi aveva consentito al Frosinone di uscire imbattuto da Monza. Una rete che oggi pesa come un macigno in classifica. Fate due conti e…mangiamoci le mani!

Paolo Corbetta

Corbetta

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