Vignato: "Rijeka scelta ideale. A Monza ero pronto, ma..."
Samuele Vignato: il peso del talento, la sfortuna fisica e la voglia di tornare grande

Il bivio europeo: tra i consigli di Klose e il messaggio di Griezmann
Prima che il biancorosso del Monza diventasse la sua pelle, il destino di Samuele Vignato avrebbe potuto tingersi dei colori dei club più prestigiosi al mondo. A soli sedici anni, mentre incantava nelle giovanili del Chievo, il Bayern Monaco si spinse fino a invitare lui e la sua famiglia in Germania per un colloquio conoscitivo. Ad accoglierli c’era una leggenda come Miroslav Klose, allora tecnico dell’Under 19, pronto a illustrargli un progetto su misura per la sua crescita. Nonostante il fascino della proposta, Samuele scelse il cuore e la continuità, preferendo restare a Verona con la promessa della prima squadra. Eppure, le sirene non arrivavano solo dalla Baviera: persino da Barcellona arrivò un segnale sorprendente. Antoine Griezmann in persona inviò un messaggio a suo fratello Emanuel, invitando entrambi a visitare la Masia. "Eravamo senza parole, ero in estasi", ricorda Samuele, che in quel periodo di enorme pressione mediatica riuscì a mantenere i piedi per terra, pensando esclusivamente a divertirsi con il pallone tra i piedi.
La corte di Galliani e l'intuizione di Berlusconi
Nell'estate del 2021, dopo il fallimento del Chievo, Vignato era l'oggetto del desiderio di Inter, Milan e Juventus. Ma mentre le big lo corteggiavano per le proprie formazioni Primavera, il Monza offriva concretezza.
"Non ho saputo resistere alla corte di Galliani: sa quello che vuole e arriva subito al punto, è un fuoriclasse", ricorda Samuele.

In Brianza, Vignato ha trovato un ambiente unico, guidato dalla passione maniacale di Silvio Berlusconi. Un rapporto, quello con il Presidente, fatto di attenzioni fuori dal comune: come quella volta in cui Samuele, colpito dal Covid, ricevette una chiamata da un numero sconosciuto. Era Berlusconi, che voleva accertarsi personalmente delle sue condizioni. "Aveva una cura del dettaglio impressionante", racconta oggi il fantasista.
Da Palladino alla morsa della pubalgia
Il percorso sul campo non è stato immediato. Sotto la gestione Stroppa in Serie B, Vignato ha faticato a trovare spazio in un 3-5-2 che lo costringeva al ruolo di mezzala, lontano dalla sua zona di comfort. La vera scintilla è scoccata con l'arrivo di Raffaele Palladino.
Il modulo 3-4-2-1 dell'attuale tecnico viola sembrava cucito su misura per le sue doti: rapidità, uno contro uno e quella capacità di vedere linee di passaggio invisibili agli altri. In Serie A, nonostante la concorrenza di calibri come Pessina e Colpani, Vignato ha iniziato a mostrare sprazzi di classe purissima.
Tuttavia, proprio quando il volo sembrava iniziato, è arrivato l'ostacolo più duro: la pubalgia. Sei mesi di stop forzato nel suo momento migliore. Un rimpianto che brucia ancora: "È stato il mio rimpianto più grande: fermarmi proprio quando sentivo la fiducia di Palladino e il ritmo della Serie A".
L'ultimo anno e l'addio
L'ultima stagione a Monza è stata la più complicata, culminata con una dolorosa retrocessione. Nonostante il carisma di Alessandro Nesta, il clima era cambiato. La scomparsa di Berlusconi aveva lasciato un vuoto non solo emotivo, ma anche societario, riflettendosi inevitabilmente sui risultati.
Nonostante le 17 presenze e un bagaglio di esperienza arricchito dai duelli con "muri" come Bremer, l'avventura brianzola si è conclusa in estate con un addio a parametro zero.
Il presente in Croazia e il sogno Champions
Oggi Samuele Vignato è l'anima del Rijeka, in Croazia. Sotto la guida di Victor Sanchez, ha ritrovato quella "libertà e fantasia" che sono l'ossigeno del suo calcio. Con due gol e un assist in 23 partite, e un cammino europeo in Conference League che lo ha visto protagonista, il talento cristallino è tornato a brillare.
Il legame con Monza resta però vivo, quasi goliardico: gioca ancora al Fantacalcio con i suoi ex compagni (ed è pure terzo in classifica!). Ma lo sguardo è rivolto in avanti. La pubalgia è un ricordo, il ginocchio dà qualche noia ma non ferma la sua corsa. L'obiettivo? "Giocare in Champions League. Ci arriverò, un passo alla volta".
Dopo aver sfiorato il Bayern e il Barcellona, Samuele Vignato sta finalmente imparando a correre alla sua velocità. Senza più catene, solo con la palla tra i piedi.



