STMicroelectronics

Clima sempre più teso alla STMicroelectronics di Agrate Brianza. Le rappresentanze sindacali hanno chiesto la convocazione urgente di un tavolo tecnico con azienda e istituzioni per affrontare le criticità che, secondo la Rsu, starebbero emergendo nello storico sito brianzolo del gruppo dei semiconduttori.

La richiesta arriva dopo settimane di preoccupazione legate alla riorganizzazione interna e al futuro di alcuni reparti produttivi.

Le preoccupazioni sulla fabbrica a 200 mm

Nei mesi scorsi l’azienda aveva presentato un piano industriale che confermava un ruolo centrale per la sede di via Olivetti, anche attraverso nuovi investimenti.

Nonostante questo, i sindacati guardano con forte apprensione al destino della fabbrica a 200 mm. A preoccupare è soprattutto la prevista chiusura dei reparti AG8 ed EWS tra il terzo e il quarto trimestre dell’anno.

Secondo la Rsu, nei reparti produttivi si starebbe verificando un progressivo impoverimento delle risorse umane, aggravato dalla mancata sostituzione del personale in uscita.

“Troppi precari e carichi di lavoro pesanti”

Nel mirino finiscono anche le condizioni lavorative all’interno dello stabilimento.

I sindacati parlano di organici ridotti, utilizzo massiccio di personale inesperto e precario e aumento dei carichi di lavoro. Durante l’estate, spiegano le rappresentanze, circa 500 operatori su mille sarebbero lavoratori precari.

Una situazione che, secondo la Rsu, starebbe creando disorganizzazione e un diffuso malessere interno.

La paura dei robot e delle sostituzioni

Tra le questioni più delicate c’è anche quella dell’automazione.

I sindacati evidenziano le preoccupazioni dei carrellisti in staff leasing, che non vedrebbero prospettive di stabilizzazione mentre alcune attività iniziano a essere affidate ai robot.

sciopero

Il timore espresso è che l’introduzione crescente dell’automazione possa avere conseguenze sia sull’occupazione sia sulle condizioni economiche dei lavoratori.

Contestazioni disciplinari e ambiente “insostenibile”

Secondo quanto riportato dalla Rsu, all’interno dello stabilimento starebbe aumentando anche la tensione sul piano organizzativo.

I rappresentanti dei lavoratori denunciano un incremento delle contestazioni disciplinari, ritmi considerati più stressanti e un ambiente lavorativo definito “sempre più difficile da sostenere”.

La richiesta: “Servono risposte concrete”

Da qui la richiesta di aprire immediatamente un confronto tecnico approfondito con i vertici aziendali e le istituzioni.

Sul tavolo i sindacati chiedono chiarimenti sul futuro dei reparti R2, EWS e assemblaggio, sul piano occupazionale tra il 2028 e il 2031 e sulle eventuali ricollocazioni del personale.

Particolare attenzione viene chiesta anche sul rapporto tra automazione e occupazione, con l’obiettivo di evitare ricadute sui posti di lavoro e sui salari.

“Non serve un confronto superficiale, ma una discussione concreta e approfondita”, sottolinea la Rsu.