Metro M5, un’altra lettera e zero risposte: Monza perde la pazienza
Ancora stop alla metro M5 a Monza: senza i decreti l’opera rischia di non partire mai. Scatta l’ennesimo appello al Governo.

Un altro appello formale per il prolungamento della metropolitana M5 a Monza. A inviarlo è l’associazione Hq Monza, che ha scritto ai ministri competenti chiedendo un intervento diretto per superare lo stallo che continua a bloccare l’opera. Al centro della richiesta, la necessità di sbloccare i decreti finali indispensabili per avviare la gara d’appalto.
Il nodo dei decreti ancora fermi
Secondo quanto segnalato nella lettera, dopo mesi di attesa non ci sono ancora notizie sull’emanazione dei provvedimenti necessari per dare il via al prolungamento della linea da Milano Bignami a Monza Nord. Un passaggio considerato cruciale e non più rinviabile, soprattutto alla luce del consenso politico e istituzionale che il progetto continua a raccogliere.
Il braccio di ferro burocratico tra ministeri

Alla base dello stallo ci sarebbe una difficoltà interpretativa sulle norme vigenti, che starebbe rallentando l’iter amministrativo. Una situazione definita dall’associazione come un vero e proprio braccio di ferro burocratico, che rischia di vanificare anni di lavoro e di programmazione. Da qui la richiesta di un impegno diretto per favorire una collaborazione concreta tra i ministeri coinvolti.
Il rischio di nuovi ritardi irreversibili
Il timore espresso è chiaro: se l’assegnazione dell’appalto non dovesse avvenire entro la fine del 2026, il progetto potrebbe finire in una nuova fase di blocco amministrativo. Un’eventualità che comporterebbe ulteriori mesi di ritardi e il rischio, tutt’altro che remoto, di non arrivare mai alla realizzazione dell’opera.
Una promessa ancora sospesa per la città
Il prolungamento della M5 resta per Monza un’infrastruttura strategica, attesa da anni e considerata fondamentale per la mobilità, lo sviluppo urbano e la qualità della vita. Tuttavia, tra decreti mancanti e rallentamenti amministrativi, l’opera continua a rimanere sospesa, in attesa che il consenso politico si traduca finalmente in atti concreti.



