I ragazzi di PizzAut in Autodromo
I ragazzi di PizzAut in Autodromo

La pizza di PizzAut arriva in via Venezian, all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Non un nuovo locale, non il food truck che ha fatto tappa anche in Vaticano, ma un laboratorio speciale nel reparto di Pediatria oncologica.

Nico Acampora e la sua brigata di ragazzi autistici hanno portato impasti, sorrisi e un messaggio semplice: l’inclusione è concreta, si fa con le mani nella farina e con il cuore acceso.

Un laboratorio nel reparto di Pediatria oncologica

L’iniziativa nasce dall’invito di educatori e infermieri del reparto, dove bambini e adolescenti affrontano percorsi di cura complessi, spesso lontano da casa.

Per qualche ora, l’ospedale si è trasformato in una cucina condivisa. I piccoli pazienti hanno impastato, steso e condito le pizze insieme ai ragazzi di PizzAut, vivendo un momento di normalità dentro una quotidianità fatta di terapie e controlli.

Sono state preparate circa trenta pizze, poi condivise in una festa collettiva.

“Un laboratorio d’amore”

Pizzaut

Sui social Nico Acampora ha raccontato l’esperienza definendola un “laboratorio d’amore”.

Accanto ai forni improvvisati, Michele ha insegnato a preparare le pizze, Andrea ha accompagnato il momento con il violino e Riccardo ha aiutato nella preparazione. Una squadra che ha trasformato un pomeriggio in qualcosa di più di un evento.

Inclusione che incontra cura

PizzAut è conosciuta per essere la prima pizzeria in Italia gestita da persone autistiche, un progetto che negli anni ha raccolto consensi anche ai massimi livelli istituzionali.

La tappa all’Istituto dei Tumori non è stata solo simbolica: è stata un incontro tra due mondi che ogni giorno affrontano sfide importanti. Da una parte l’inclusione lavorativa, dall’altra la cura.

Per qualche ora, la malattia è rimasta fuori dalla porta. Dentro c’erano mani sporche di farina, musica e sorrisi.