Davide Erba e i crediti fiscali inesistenti: ecco la decisione del Tribunale del Riesame
La decisione dei giudici sull’indagine che coinvolge l’editore ed ex proprietario del Seregno
Negli ultimi mesi le inchieste legate ai crediti d’imposta e alle presunte frodi fiscali hanno riportato al centro del dibattito pubblico il rapporto tra giustizia, imprese e informazione locale. Le vicende giudiziarie che coinvolgono figure imprenditoriali radicate sul territorio producono infatti effetti che vanno oltre il piano penale, incidendo anche sul tessuto economico e sulla fiducia dei lettori.
In contesti come la Brianza, dove editoria, attività produttive e professioni si intrecciano da decenni, ogni sviluppo processuale viene osservato con particolare attenzione. Le decisioni dei tribunali, soprattutto in fase cautelare, possono modificare rapidamente scenari che fino a pochi giorni prima apparivano consolidati.
È proprio in questo quadro che si inserisce la nuova svolta sul caso giudiziario che riguarda Davide Erba, al centro dell’inchiesta su crediti d’imposta e presunte responsabilità fiscali.

Davide Erba e ordinanza di arresto: la decisione del Riesame
La decisione arriva dopo l’istanza presentata dalla difesa e comporta, di fatto, il venir meno anche della richiesta di estradizione, che era stata avanzata dalla Procura. I giudici avranno trenta giorni per depositare le motivazioni del provvedimento, chiarendo se l’annullamento sia legato all’assenza di esigenze cautelari, come il pericolo di fuga, oppure a una valutazione più ampia sui gravi indizi di colpevolezza.
L’inchiesta riguarda presunte condotte di corruzione, indebita compensazione di crediti d’imposta e falso ideologico, con il coinvolgimento anche dei consulenti fiscali Lorenzo Rigoni e Diego Zerri. Secondo l’accusa, il sistema avrebbe consentito di utilizzare crediti fiscali inesistenti per ridurre debiti tributari e affrontare la crisi della società editrice. Resta inoltre pendente la decisione sulla richiesta di fallimento della realtà editoriale.
Il Cittadino e Marco Pirola: il commento dopo l’annullamento
Dopo la decisione del Riesame, il direttore de Il Cittadino Marco Pirola è intervenuto con pezzo di che commenta duramente gli sviluppi giudiziari. Nel testo si sottolinea come l’annullamento rappresenti il terzo stop ai provvedimenti cautelari adottati nei confronti di Davide Erba, parlando di una sequenza di “refusi giudiziari” e di iniziative finite “nel cestino”.
L’editoriale evidenzia inoltre che, con la cancellazione del mandato di arresto internazionale, vengono meno le ricostruzioni che descrivevano l’imprenditore come latitante, sostenendo che in Procura si ritenesse che “la verità passasse dalle manette”.
Nel commento emerge anche la preoccupazione per le conseguenze sull’immagine del giornale e sui rapporti con il territorio, tra lettori e inserzionisti, dopo mesi di titoli e polemiche. Il direttore conclude auspicando maggiore precisione nelle iniziative giudiziarie, osservando che più che accanimento “sembra distrazione” e che servirebbe “un po’ di mira”.



