“Se possiamo soffrire insieme, possiamo vincere insieme”. 
Nel credo calcistico di Jurgen Klopp c’è un aspetto fondamentale che si inserisce nel gioco: è lo spirito di squadra, la capacità di restare uniti nelle difficoltà, aggrappati alle partite fino alla fine. 

Dopo il pareggio col Sudtirol, il Monza ritrova il successo e batte la Juve Stabia all’U-Power Stadium. Ancora in rimonta, di corto muso, replicando il 2-1 con l’Avellino. 

Nonostante il gravissimo errore di Thiam e il gol dell’ex Mosti a rompere l’equilibrio al minuto 2. Una partenza in salita, con una doccia fredda che avrebbe piegato chiunque. Ma è proprio nelle avversità – e nel mondo della complessità, perché non c’è nulla di facile o scontato nel calcio: la cosa più semplice è scivolare nella banalità – che si misura il valore di una squadra, la tempra, lo spessore, il carattere.

La squadra di Bianco va sotto, ma resta fedele al suo piano: non si scompone e continua a giocare, metabolizza l’episodio e riparte, affrontando la pressione come un’opportunità e dimostrando che, con pazienza e qualità, tutto è possibile. 

Per riprendere la gara bisogna starci dentro, anche a costo di sbilanciarsi concedendo qualche ripartenza: il Monza allenta la tensione, tenta di presidiare la metà campo della Juve Stabia e si avvicina spesso all'area avversaria, ma è imprecisa in zona rifinitura e nella finalizzazione.

Il reset si completa nell'intervallo, con uno switch nella ripresa che alimenta il forcing, le occasioni, la voglia di rovesciare il risultato. Due gol in meno di 15 minuti consentono al Monza di mettere la testa davanti fino al fotofinish, conquistando una vittoria importante per tenere il passo delle dirette concorrenti.

monza juve stabia 2-1
L'esultanza di Hernani per il gol dell'1-1 - Foto MorAle

Avvio in salita, reazione nella ripresa

“Lo sport non costruisce il carattere: lo rivela”, diceva Marv Levy, storico allenatore di football americano e vincitore di quattro Super Bowl consecutivi alla guida dei Buffalo Bills. E aveva ragione. Perché è nelle difficoltà che emergono il carattere e la capacità di reagire, per imporsi e abbracciare il successo.

Il Monza torna da Bolzano con un punto e, in casa, cerca la vittoria contro la Juve Stabia. 

Bianco ritocca la catena destra da cima a fondo, ridisegnando un 3-5-2 asimmetrico, con un uomo tra le linee a supportare le punte: Thiam in porta, Birindelli, Ravanelli e Carboni in difesa; Ciurria e Azzi sulle fasce, con Obiang e Pessina in mediana ed Hernani tra le linee; Alvarez e Cutrone in avanti.

Abate schiera un 3-5-1-1, con Confente tra i pali; Bellich, Mura e Giorgini nel terzetto arretrato, Carissoni, Mosti, Leone, Correia e Cacciamani a centrocampo, l'ex Zeroli alle spalle di Okoro. 

Una gara a specchio, tarata sui meccanismi tattici e i duelli uomo contro uomo. Dopo 2 minuti le Vespe pungono: Thiam sbaglia il rinvio e colpisce Okoro, la cui azione è contrastata dalla difesa brianzola trasformata in rete dall'ex Mosti.

Errore anche al ritorno per il portiere ex Juve Stabia, che complica subito la partita dei brianzoli. 

Lo 0-1 mette i gialloblù in condizione di vantaggio non solo nel punteggio, ma nella testa, con un approccio più motivato e ulteriore fiducia nei propri mezzi. Pressione, intensità e gamba: la formazione di Abate interpreta le due fasi con ordine, dosa il palleggio e attacca con convinzione la profondità, sfruttando le combinazioni dei suoi interpreti per creare spazi e situazioni pericolose. Il Monza fatica a trovare fluidità nella manovra, spinge con tutti gli effettivi e lavora sulle catene laterali alla ricerca della superiorità, con Birindelli (da braccetto destro) in costante proiezione offensiva.

La Juve Stabia si chiude con ordine, stringendo in blocco basso difesa e centrocampo e lasciando Okoro unico riferimento sopra la linea del pallone, con Ravanelli a fronteggiarlo nell’uno contro uno a tutto campo. Idee inespresse, poche occasioni e strade sbarrate: i brianzoli non riescono a incidere nel primo tempo, che non regala grandi emozioni e vive di agonismo. Nella ripresa, invece, cambia la musica e anche lo spirito, con un Monza che aggredisce l’avversario e, con pressing e identità, aggiunge propulsione al suo motore.

Quando il gioco si fa duro entra in azione Paulo Azzi, il solito mago dei secondi tempi, l’elemento che alza maggiormente il rendimento e diventa una spina nel fianco degli avversari. Al 51’ arriva il pareggio tutto verdeoro, con il 7 biancorosso che sfreccia sulla sinistra e sfodera un cutback per il piattone potente di Hernani. È proprio il numero 8 brasiliano a propiziare il sorpasso al 64’, con un tiro-cross in area che Confente respinge e Petagna ribadisce in rete.

Negli ultimi 20 minuti i brianzoli reggono l'urto e sfiorano il tris, annullato a Pessina per fuorigioco. 
Dopo 5' di recupero Niccolò Turrini - che lascia correre molto e arbitra una gara all'inglese - decreta la fine: il Monza batte la Juve Stabia 2-1.

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L'esultanza di Birindelli e Petagna - Foto MorAle

Reagire alle difficoltà e vincere

Reagire con lucidità e ribaltare il punteggio: è questa l’arma del Monza, avere la forza di restare in piedi e combattere senza sosta. Anche quando l'atteggiamento non è immediatamente famelico e il gioco non brilla, con partite che tendono a frammentarsi, togliendo pulizia e smalto alla manovra. 
Ma alla fine è la vittoria a premiare la squadra, conseguenza del percorso condiviso e frutto del processo, della fiducia reciproca e del sacrificio corale. 

51 lunghezze in classifica e distanze inalterate su Venezia e Frosinone: il Monza tiene il passo e resta lì, sulla scia delle prime due, in piena lotta per l’obiettivo. 

Sabato 21 febbraio 2026 c’è la trasferta allo Stadio dei Marmi - l’ultima sull’erba sintetica della stagione – in casa della Carrarese: un match insidioso da approcciare con intelligenza e determinazione. Consapevoli che si può sempre migliorare, per continuare a vincere e macinare punti.

Di Andrea Rurali