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È il giorno di Roberto Mancini, nuovo commissario tecnico della nazionale dell'Arabia Saudita. Alle 16 a Riad inizia ufficialmente il lavoro alla corte dei sauditi. Mancini esordirà sulla panchina dell'Arabia l'8 settembre a Newcastle contro la Costa Rica. Tra poco le prime parole. Intanto primi problemi per il ct.

Parte del suo staff, infatti, non lo seguirà nella sua nuova avventura. Salsano e Lombardo (assistenti) hanno detto sì così come Batta (preparatore portieri), Donatelli e Scanavino (preparatori atletici) e Gagliardi (assistente tattico) mentre sono ancora in bilico Evani, Nuciari e Sandreani, indecisi se cambiare quasi totalmente vita. Di seguito il duro commento del direttore di Monza-News, Stefano Peduzzi

No, Roberto Mancini non è il mostro di Firenze. Non scherziamo con i mostri, con i morti e, soprattutto, con le famiglie delle vittime di uno dei più grandi serial killer della storia criminale italiana. Mancini è un buon allenatore, ma un cattivo comunicatore e lo sta dimostrando da due settimane a questa parte. Da quando ha deciso di 'scappare' dalla Nazionale Italiana per tuffarsi nella grande piscina dei soldi degli Emiri. Intendiamoci, nessuno accusa Mancini di aver accettato di andare in Arabia. Qualunque allenatore, qualunque professionista, avrebbe firmato un contratto simile. A Mancini, casomai, si contestano le parole contro la Federazione con le quali era fuggito (nascondendo i contatti con la sua nuova avventura usciti poi qualche ora più tardi) e ora questa dichiarazione sul mostro di Firenze completamente fuori luogo.  Oggi, finalmente, sentiremo dalla sua voce la sua versione dei fatti e le sue risposte a chi (spero) gli chiederà conto di quanto successo in queste ultime settimane.  Chiederà scusa agli italiani per questa brutta pagina di storia sportiva? Me lo auguro, gli farebbe onore, ma non sono certo che accadrà...