Il grido delle botteghe: Monza resiste, ma non può farcela da sola
Non sono solo vetrine accese o serrande abbassate a raccontare lo stato di salute di una città. A Monza, il commercio di vicinato è molto di più: è presidio sociale, identità urbana, sicurezza quotidiana. Un sistema che tiene insieme quartieri, persone e storie, oggi messo a dura prova da dinamiche economiche e istituzionali sempre più sbilanciate.
A fotografare questo scenario è Carlo Abbà, assessore al commercio di Monza, che ha acceso i riflettori su una crisi che non nasce nelle botteghe, ma ben più in alto.
Carlo Abbà e commercio di Monza: botteghe come identità urbana
Per Carlo Abbà, il commercio di Monza non può essere ridotto a una semplice voce di bilancio. Il commercio di vicinato è parte integrante del tessuto sociale e culturale della città: significa strade vissute, quartieri illuminati, relazioni umane che resistono all’anonimato.
Le botteghe storiche e le nuove attività rappresentano un investimento collettivo, ma oggi questo patrimonio appare sfilacciato. Non per mancanza di volontà dei commercianti, bensì per l’assenza di una strategia strutturale che li accompagni. Ai negozianti viene chiesto di reggere, da soli, il peso di un welfare urbano che dovrebbe essere condiviso.
Commercio di vicinato, Regione Lombardia e Stato: i Comuni lasciati soli
Il contesto è quello di una vera tempesta perfetta: inflazione, caro energia, affitti fuori controllo, pressione della GDO e dell’e-commerce. In mezzo, i Comuni, lasciati senza strumenti adeguati. La Regione Lombardia latita sul fronte dei bandi diretti e degli aiuti strutturali, mentre lo Stato resta immobile di fronte alla giungla normativa di rider e logistica selvaggia.
Non intervenire significa favorire un Far West economico che cannibalizza il commercio di vicinato, trasformando le strade in corridoi di passaggio e non più in luoghi di incontro. Per Carlo Abbà, servono regole nazionali chiare, misure fiscali coraggiose, una semplificazione normativa e persino un modello ispirato a Industria 5.0 per il commercio, capace di sostenere chi investe ancora nella città reale.
Le botteghe sono una rete di sicurezza sociale: quando cadono, cade una parte di Monza. Difenderle non è più un’opzione, ma un dovere civile.



