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Raffaele Palladino - Foto: Facebook AC Monza

“Non ha importanza dove si è nati, quando come e dove si sono avuti i primi approcci con il calcio, per diventare un appassionato, un tifoso. Il tifo è una malattia giovanile che dura tutta la vita”.

Pier Paolo Pasolini, da grande tifoso e amante del pallone, ha sempre dato al calcio un valore profondo, spostando le lancette del tempo agli albori della giovinezza e sottolineando il potere dell’eternità.
Il calcio è la casa di tifosi e i tifosi sono la parte più bella e romantica dello sport. Perché, riprendendo una massima di Eduardo Galeano: “giocare senza tifosi è come ballare senza musica”. Basterebbe pensare al periodo della pandemia, con stadi deserti e partite disputate a porte chiuse, senza pathos e la catarsi, per comprendere quanto i supporters siano imprescindibili per far esplodere il sound e la magia del footbal.

Lo stesso Raffaele Palladino, nella conferenza stampa della vigilia di Monza-Frosinone, ha sottolineato questo aspetto: “I tifosi sono fondamentali per il lavoro che facciamo, sono la parte più sana e pura, ti danno entusiasmo e ti spronano a migliorare e a tifare fuori qualcosa in più. Ho instaurato un bel rapporto coi tifosi, negli ultimi mesi sono andato in giro per Monza, ho ricevuto tanti attestati di stima e complimenti alla squadra. Vedo che c’è passione, far innamorare la gente di Monza alla squadra dipende da noi, dai risultati e dalle vittorie, da quello che esprimiamo in campo e dalla nostra voglia di dare il massimo per questa società. Sono grati ai tifosi e domani dopo la partita col Frosinone andrò sotto la curva a salutarli con tanto affetto”.

Calcio, gioco, tifosi: un paradigma che in Brianza ha trovato continuità con Palladino in panchina, allenatore sensibile e umano, riferimento tecnico e fautore di un calcio ragionato e libero, aperto al progresso e al continuo aggiornamento, professore-psicologo con una cura attenta per l'esecuzione e i dettagli.

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La tribuna Est immortalata dalla Curva Davide Pieri

Frosinone concentrato, Monza opaco

Palladino conferma il 4-2-3-1, col ritorno di Gagliardini titolare al fianco di Bondo, Sorrentino tra i pali al posto dell'infortunato Di Gregorio e Pessina trequartista centrale a completare il tridente di rifinitura con Mota e Colpani dietro Djuric

Reduce dalla sconfitta per 0-5 contro l'Inter, il Frosinone arriva a Monza con l'obiettivo di fare punti. Di Francesco sia affida al 3-4-2-1, con Brescianini e Barrenechea nel mezzo e Harroui e Soule a supporto di Cheddira. Un sistema bilanciato che consente alla squadra di coprire bene gli spazi centrali e sviluppare la manovra sulle catene laterali, coi quinti Valeri e Zortea molto larghi e puntuali a leggere gli inserimenti interni dei compagni. 
All'8 minuto il Frosinone passa in vantaggio. Con un pressing moderato degli attaccanti biancorossi, gli ospiti costruiscono dal basso coinvolgendo proprio il trequartista marocchino, che scende a legare a centrocampo per poi attaccare la difesa avversaria. La squadra di Di Francesco intensifica il gioco sull'out di sinistra, con Valeri a propiziare l'azione dello 0-1: suggerimento di prima, nello spazio e in profondità, del fluidificante numero 32 per Harroui, scaltro a prendere Izzo alle spalle e involarsi in area. Bondo si abbassa per coprire il taglio di Zortea, con Cheddira, sorvegliato da Mari, che fa un contro movimento e punta la porta. Al secondo tentativo, il 21 dei ciociari si libera di Izzo e pennella un cross vellutato sul secondo palo per il connazionale marocchino, abile a sgusciare tra Mari e Kyriakopoulos (in ritardo nel posizionamento col corpo e nella chiusura) e colpire di testa a rete. Una disattenzione difensiva che il Monza paga a caro prezzo subendo il 49esimo gol in stagione.

Il Frosinone rimane concentrato, concede il possesso palla ai biancorossi e prova a pungere in ripartenza. Da una transizione offensiva i ciociari costruiscono una clamorosa occasione per raddoppiare. È sempre Valeri a galoppare sulla corsia mancina e a servire un filtrante in area per Harroui, che a tu per tu col portiere non riesce segnare. Parata strepitosa di Sorrentino, che salva il Monza e tiene aperto il risultato.

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Il suggerimento di Valeri in profondità per Harroui nell'azione del vantaggio del Frosinone - Foto: DAZN

Gioco timido, manovra schiacciata

Col Frosinone raccolto in 15 metri e compatto sotto palla, il Monza si avventura in una circolazione prolungata alla ricerca di un varco per far male agli ospiti. In fase di non possesso si dispongono con un 4-4-2 asimmetrico che, all'occorrenza, si trasforma in un 3-5-2 conservativo, con una mezzala o un esterno a guidare il pressing dal un lato all'altro Baricentro basso e azioni in contropiede: la pressione attenuata dei giallazzurri toglie al Monza la possibilità di sfruttare l'uomo in più, Sorrentino, nella costruzione dal basso e una soluzione di gioco per stanare gli avversari. La conformazione tattica del Frosinone, con la copertura delle zone e non dell'uomo e un folto assetto difensivo, rende necessario il gioco sulla prima punta e nella metà campo avversaria.  
I brianzoli muovono il pallone troppo lentamente, l'iniziativa si fa timida, la reazione al cambio di possesso poco efficace, il ritmo debole, la proposta si deframmenta all'atto pratico, le idee restano nebulose e non si concretizzano, sviluppo e rifinitura viaggiano a intermittenza. 
La grande occasione si materializza al 47' del primo tempo, con una giocata da terzo a terzo, Mota per Colpani. Per mettere in difficoltà la difesa schierata del Frosinone, il 47 portoghese disegna una parabola a rientrare per l'inserimento di Colpani, che di testa stampa il pallone sul palo. 

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Giocata da terzo a terzo di Mota per Colpani: cross sul secondo palo e legno colpito dal Flaco - Foto: DAZN

L'occasione di Caprari e il pareggio sfumato

Nella ripresa il copione del match non cambia. Palladino comanda una tripla sostituzione con D'Ambrosio, Zerbin e Valentin Carboni a rilevare Izzo, Bondo e Kyriakopoulos.

Il Monza prova ad agguantare l'1-1 ma con poco temperamento: la squadra appare stanca e svuotata, le imprecisioni tecniche condizionano la manovra, il gioco diventa poco fluido e interrotto, le convinzioni si assottigliano e vengono risucchiate dalle motivazioni avversarie.

Il Frosinone non si scompone, vince i duelli e pulisce le seconde palle, riprende il possesso e strappa in velocità, generando diverse occasioni per chiudere il match. A proteggere ripetutamente la porta è Sorrentino, che chiude lo specchio e nega il secondo gol ai ciociari.

In pieno recupero il Monza ha una ghiotta chance per pareggiare: Pedro Pereira vince un 1 contro 1, salta Valeri e mette un cutback per l'inserimento in area di Caprari, con 8 giocatori del Frosinone a tenere d'occhio i 4 biancorossi. 
Il 10 biancorosso trova il tempo corretto ma impatta male il pallone calciandolo a lato. 

Al triplice fischio Monza-Frosinone termina 0-1

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L'iniziativa di Pedro Pereira e il cutback per Caprari (che calcia a lato) - Foto: DAZN

Io sono del Monza

3 punti nelle ultime 8 gare e 12 posizione in classica a una giornata dal termine del campionato: il Monza fatica ad accendersi e non riesce a incidere in fase offensiva, incassando una sconfitta di misura dai ciociari. La rete decisiva di Cheddira nel primo tempo tiene vive le speranze salvezza del Frosinone, chiamato a giocarsi la permanenza in Serie A nello scontro diretto in casa con l'Udinese alla 38esima giornata.

Una sconfitta amara per i biancorossi (ne parla Paolo Corbetta nel suo editoriale) che, al netto della prestazione opaca, non cancella però l'ottimo percorso stagionale, un cammino completato dal gruppo di Palladino con personalità e senza mai scivolare nelle zone calde della graduatoria.

A tal proposito, assecondando le logiche narrative dello splendido Memento di Nolan, dall'epilogo del match si risale all'inizio per poi tornare di nuovo alla fine.

La campagna di marketing lanciata dal club per la partita col Frosinone si sposa perfettamente con lo slogan inserito sulle sciarpe biancorosse: “Io sono del Monza”.

Un claim semplice ma emblematico che sintetizza al meglio l'amore per i colori del Monza: quattro parole a racchiudere non solo il senso di appartenenza, ma il cuore e l’orgoglio per il colori biancorossi, per la squadra del città e della provincia, per la società che rappresenta la Brianza.

Tifare Monza significa avere qualcosa da esprimere, una felicità che, citando lo scrittore e drammaturgo britannico Joseph Addison, si traduce in tre cose importanti: “l’avere qualcosa da fare, qualcosa da amare e qualcosa in cui sperare”
Un'affinità che abbraccia tante generazioni, dai più grandi ai piccini, da chi vive il territorio con partecipazione e spirito associativo.

In un famoso brano del 1999 Adriano Celentano cantava: “io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce”.
Esattamente come il sentimento del pubblico presente all’U-Power Stadium: il silenzio di commozione finale si è trasformato subito in un lungo applauso alla squadra, con il toccante saluto della Curva Davide Pieri ai giocatori e a Mister Raffaele Palladino.

Momenti romantici e da brividi, un pomeriggio dal sapore di addio per alcuni calciatori, un terzo tempo celebrativo per il tecnico di Mugnano di Napoli, la scommessa vincente di Adriano Galliani e Silvio Berlusconi, il vero deus ex machina della squadra, volto nobile e guida del Monza, richiamato sotto la curva dai tifosi con un coro-tributo ad esprimere riconoscenza e attaccamento infinito. Un allenatore brillante che ha portato idee e concetti, un calcio equilibrato e verticale, ambizioni e miglioramento graduale, entusiasmo nel collettivo e spirito di coesione. Forte, fortissimo. O per citare la commedia diretta e interpretata da Carlo Verdone, con Alberto Sordi: “Troppo forte”

Al netto del risultato finale (e delle solite tirate complottiste di chi soffre di dermatiche critica), l’ultima gara interna del Monza ha fornito al pubblico l'occasione gusta per onorare la straordinaria cavalcata della squadra di Palladino e il meraviglioso biennio trascorso in A. Due annate fantastiche, ricche di gioie e imprese indelebili, che resteranno impresse nella storia del Monza, pagine di calcio intrise di sudore, sacrificio, divertimento e tanto cuore.

Senza dimenticare che la stagione in corso, indimenticabile e a suo modo unica con la salvezza conquistata in anticipo, consentirà ai biancorossi di giocare per la terza volta consecutiva nella massima serie (e scusate se è poco).

Comunque vada la trasferta di Torino contro la Juventus, è bene ricordare che, anche quest’anno, è stato stupendo.

A cura di Andrea Rurali