Serie B Monza-Empoli, previsto un grande pubblico questa sera: i numeri!
Stadio gremito per la sfida tra brianzoli e toscani, i dettagli

Pubblico delle grandi occasioni questa sera. Sono infatti previsti oltre 10mila tifosi biancorossi per la sfida tra Monza ed Empoli, all'U-Power Stadium, match valido per la 38^ giornata della Serie B 2025-26. Lo ha divulgato la società monzese attraverso i canali ufficiali di comunicazione.
Per ottenere la Serie A diretta, i brianzoli sono obbligati a battere l'Empoli tra le mura amiche e, nello stesso tempo, sperare in una contemporanea sconfitta del Frosinone in casa col Mantova.
Sono ancora disponibili biglietti a €5 in Tribuna Est Secondo Livello. Le casse dello stadio saranno aperte dalle ore 16.

Fausto Marchetti chiama a raccolta i tifosi: 'Ora dimostriamo chi siamo, questo Monza..'
Fausto Marchetti, leader della Curva Davide Pieri, ha concesso una lunga intervista a ‘Il Cittadino di Monza’ che pesa più di una classifica. La Curva Davide Pieri, anche nel momento più delicato, sceglie la presenza (unico settore soldout dello stadio da giorni). Non la fuga, non il processo, non la resa. Dalla trasferta di Palermo al Primo Maggio di Mantova, i tifosi del Monza hanno dimostrato che la fede biancorossa non va in ferie, nemmeno quando fa male.

Fausto Marchetti e Curva Davide Pieri: il messaggio forte ai tifosi del Monza
Nell’intervista a Il Cittadino di Monza, Fausto Marchetti, portavoce della Pieri, parte da un concetto netto: per capire davvero questa stagione bisogna ricordarsi da dove arriva il Monza. La retrocessione, la fine dell’era Fininvest, l’addio progressivo a un certo modo di vivere il club e il peso lasciato dall’epoca Galliani.
Marchetti non cancella nulla: riconosce ciò che è stato costruito, ma sottolinea anche le ombre dell’ultimo tratto di quel ciclo. Oggi, secondo il portavoce della Curva Davide Pieri, il Monza è diverso: meno legato all’effetto speciale, più concreto, più squadra, più vicino al territorio. Una società magari silente, ma più attenta. Una dirigenza che ha lavorato sui giocatori, sul gruppo, sul bilancio e su un’identità meno patinata ma forse più vera.
Il passaggio più forte riguarda la percezione della stagione. Perché, numeri alla mano, il Monza sta vivendo una delle annate più importanti della sua storia in Serie B. Eppure, attorno alla squadra, non sempre si respira la consapevolezza di un percorso ancora pienamente aperto.
Monza, Serie A e playoff: dopo Mantova serve una reazione vera
La sconfitta di Mantova ha fatto male, sia chiaro. Non solo per il risultato, ma per il modo in cui è arrivata. Marchetti parla di una squadra che, in alcune partite, ha mostrato problemi caratteriali e approcci troppo simili contro avversari forse sottovalutati. Ma il punto non è fermarsi alla caduta. Il punto è capire cosa può nascere da quella caduta.
Il riferimento a Rocky 2 non è casuale: la vittoria diventa più bella proprio perché prima c’è stata una sconfitta. Per Marchetti, il Monza ha ancora il dovere di credere alla Serie A, a partire dalla sfida con l’Empoli. E anche nello scenario meno brillante, quello dei playoff, la squadra avrebbe comunque la possibilità di presentarsi da protagonista.
Il messaggio ai tifosi del Monza è chiaro: basta piangersi addosso. La stagione non è finita, la classifica non è da buttare, il sogno non è stato cancellato. Anzi, proprio ora serve trasformare la delusione di Mantova in energia, presenza, entusiasmo.
Bianco, Monza e il peso della città: il finale passa anche dall’ambiente
Nel racconto di Fausto Marchetti c’è anche un tema che va oltre il campo: il rapporto tra squadra, città e istituzioni. La Curva Davide Pieri non contesta la presenza dei tifosi, che anzi continuano a seguire il Monza ovunque, ma evidenzia un clima cittadino non sempre all’altezza del momento.
Il Monza di Bianco può ancora giocarsi moltissimo. Può farlo con i suoi limiti, con le sue fragilità, ma anche con una classifica che resta importante e con un gruppo che, secondo Marchetti, è ancora vivo. Dopo Mantova, la tentazione era quella della contestazione. La scelta della curva, invece, è stata un’altra: stare vicino alla squadra nel momento più difficile.
È qui che si misura davvero una tifoseria. Non quando tutto gira bene, non quando il vento spinge da solo, ma quando il rischio è quello di buttare via una stagione per paura, rabbia o disillusione. La Curva Pieri ha scelto di esserci. Ora tocca al Monza rispondere.
Il finale è tutto da scrivere: Serie A, playoff, orgoglio, paura, riscatto. Ma una cosa è già chiara: questa non è una stagione qualunque. E forse, proprio per questo, non può essere vissuta con il freno tirato.
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