'Mi davano del pazzo': PizzAut torna protagonista in TV, il monologo che colpisce al cuore
Dal figlio autistico alla nascita del progetto: Nico Acampora a Le Iene conquista i social e commuove gli spettatori.

Ci sono storie che riescono ad andare oltre la televisione e trasformarsi in un messaggio collettivo. Racconti che parlano di inclusione, dignità e lavoro, ma soprattutto di persone che hanno deciso di non arrendersi davanti alle difficoltà. In un tempo in cui troppo spesso si discute di disabilità soltanto nei momenti di emergenza, c’è chi ha scelto di costruire qualcosa di concreto.
Dietro certi progetti non ci sono soltanto numeri o slogan, ma vite cambiate davvero. E quando queste esperienze arrivano in prima serata, finiscono inevitabilmente per toccare migliaia di spettatori. È quello che è accaduto durante l’ultima puntata de Le Iene, con un intervento che ha lasciato il segno.

Nico Acampora e PizzAut: il monologo a Le Iene
Durante la trasmissione Le Iene su Mediaset, Nico Acampora, fondatore di PizzAut, ha raccontato la creazione del progetto nato per offrire un futuro lavorativo alle persone autistiche. Un monologo intenso, personale e diretto, partito da un dato preciso: “In Italia ci sono 600mila persone autistiche e quasi nessuna ha un lavoro dignitoso”.
Acampora ha spiegato come tutto sia nato dalla sua esperienza personale: “Io ho un figlio autistico e per questo mi sono inventato PizzAut”. Un progetto che oggi è diventato molto più di una semplice pizzeria. “È un luogo magico dove le persone autistiche diventano pizzaioli, barman e camerieri”, ha raccontato davanti alle telecamere.
Nel suo intervento ha ricordato anche le difficoltà iniziali: “All’inizio mi dicevano che se davvero pensavo di farcela, allora ero più handicappato dei miei ragazzi”. Oggi però il bilancio parla di due pizzerie, 400 posti a sedere e 41 ragazzi autistici assunti a tempo indeterminato e a tempo pieno.
Le storie dei ragazzi di PizzAut e il Concertozzo di Biella
Nel monologo di Nico Acampora hanno trovato spazio anche le storie dei ragazzi che lavorano in PizzAut. Come Lorenzo, che “si prendeva forchettate in testa” e oggi ha conquistato autonomia economica grazie al lavoro. Oppure Letizia, che “non sapeva scrivere e parlare” e adesso prende le comande ai tavoli. E ancora Andrea, che secondo il racconto del fondatore oggi non ha più bisogno delle terapie farmacologiche che assumeva in passato.
Acampora ha poi parlato di un altro obiettivo del progetto: la costruzione di case dedicate ai ragazzi autistici, per evitare che possano finire in istituti. Un percorso che punta a garantire indipendenza, dignità e inclusione sociale.
Nel finale del monologo, il fondatore di PizzAut ha lanciato anche un invito al pubblico per il Concertozzo del 27 giugno a Biella, evento legato a Elio e le Storie Tese. “Venite con noi, venite a costruire un mondo migliore”, ha concluso.



