Il vino non è più solo una bevanda: è racconto, luogo, mestiere. Oggi chi si avvicina a una bottiglia cerca la storia della vigna, il tratto umano del produttore e l’autenticità del metodo. Le fiere che funzionano mettono insieme incontri, prodotti e momenti conviviali che restano nella memoria più di una semplice etichetta. Chi organizza bene sa che l’esperienza va costruita sul territorio, sulla qualità e su proposte gastronomiche che completino il percorso sensoriale.

Monza In Vino
Grande successo per Monza In Vino all'U Power Stadium - Foto Monza-News

Sulla scia dell’appuntamento di novembre, Monza è tornata a celebrare il vino nella due giorni del 21 e 22 febbraio 2026 presso lo U-Power Stadium. L’impianto ha replicato la formula ormai consolidata: kit degustazione per assaggi illimitati, street food e stand di produttori artigianali. Nel primo pomeriggio lo spazio è risultato molto frequentato e la lounge ha vissuto momenti di grande affluenza: l’organizzazione ha gestito i flussi contingentando gli ingressi nei momenti di punta.

Monza In Vino
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Degustazioni e piccoli produttori: cosa abbiamo trovato

Il cuore dell’evento erano le degustazioni dedicate ai piccoli produttori: molte etichette nuove rispetto a novembre e conferme interessanti tra i banchi d’assaggio. Tra le presenze più caratterizzanti, lo stand di Pezzalunga Vini, realtà di vini naturali dei Colli Berici: il titolare era un personaggio molto pittoresco e le bottiglie portavano etichette con frasi e disegni insoliti — c’era perfino una scacchiera e la frase «Si impara a conoscere bene le persone giocandoci a scacchi o bevendo un bicchiere assieme». Il vino rispecchiava quell’approccio artigianale, con riferimenti a pratiche biologiche e biodinamiche. Ottima la bollicina di questa etichetta.

Pezzalunga - Colli Berici
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Altri nomi che si segnalano per coerenza e qualità: La Tommasina, realtà di vini naturali dal Monferrato con produzioni piccole e caratteriali; Pian del Pino, storico produttore artigianale attivo dal 1953; e Cennatoio, azienda famigliare attiva dal 1970 che porta il carattere del Chianti. Le schede aziendali disponibili online confermano una forte attenzione al territorio e a pratiche rispettose del vigneto.

Street food e kit degustazione: la formula che funziona

La parte gastronomica ha accompagnato le degustazioni con proposte mirate: per 6 euro era disponibile un piatto con salumi e formaggi pensato per pasteggiare tra un assaggio e l’altro (il biglietto intero d’ingresso è stato pubblicizzato a 20 euro). Tra gli stand gastronomici si trovavano taralli pugliesi, olio pugliese, miele della Lunigiana, liquori, amaretti e un’interessante selezione di creme dolci siciliane e sughi della stessa regione: abbinamenti che hanno integrato l’esperienza delle bottiglie e favorito acquisti diretti. L’impostazione indoor dello stadio ha reso l’evento godibile anche con condizioni meteo avverse (anche se, al contrario di novembre, questa volta il sole splendeva alto).

Produttori da segnare: etichette e note rapide

Di seguito una panoramica rapida delle realtà presenti:

  • Pezzalunga (vini naturali, Colli Berici — Brendola): etichette artigianali, approccio biologico/biodinamico, immagine grafica e narrazione forte.
  • Tenuta Bricco San Giorgio: bottiglie con sfumature territoriali.
  • Baronia della Pietra (Salvatore Barbiera, Sicilia): azienda che unisce vino e olio, produzione nel comprensorio dei Monti Sicani.
  • Cennatoio (Panzano in Chianti): azienda familiare attiva dal 1970, suoli di galestro e vini centrati sul Sangiovese Grosso.
  • La Tommasina (Frassinello Monferrato): vini naturali con vitigni autoctoni del Monferrato; produzione limitata e profilo territoriale netto.
  • Pian del Pino (dal 1953): vignaioli artigiani del Valdarno, produzione bio-artigianale e forte legame con il territorio.
  • Lusitania Vini: progetto di importazione/valorizzazione di vini portoghesi, presente anche in precedenti edizioni.
Baroldi Diego
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Presenze confermate in lista espositori: Passioni Reali / Spiriti Italiani (Anima AmAra), Baroldi Diego, Corte Merci (Valpolicella - Jaco di Negrar), Cantina Il Lorese, La Culma (microliquorificio artigianale), Castagnini - Colli Apuani, La Casaia (vini biologici di cui abbiamo assaggiato un ottimo pinot nero vinificato in rosa), Veglio dal 1899, Azienda Vitivinicola Piano (dal 1940, vini piemontesi di cui abbiamo potuto degustare un ottimo vino spumante brut) e altri nomi che arricchiscono la mappa dei banchi.

La Culma
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