Assegno unico, dopo i 18 anni arriva la riduzione: cosa cambia per le famiglie
In Lombardia oltre 264mila figli maggiorenni ricevono un assegno unico ridotto. Le Acli chiedono una revisione della misura.
Oltre 264mila figli maggiorenni in Lombardia ricevono un assegno unico ridotto rispetto a quello previsto per i minorenni. Un tema tornato al centro del dibattito nella Giornata internazionale delle famiglie, con le Acli che chiedono una revisione della misura per sostenere maggiormente i nuclei familiari.
Secondo l’associazione, infatti, proprio dopo i 18 anni molte famiglie si trovano ad affrontare spese importanti legate a università, formazione e autonomia dei figli.
Come cambia l’assegno unico dopo i 18 anni
L’assegno unico universale viene riconosciuto per ogni figlio fino ai 21 anni, ma soltanto in presenza di determinate condizioni.
Il sostegno continua infatti per giovani che studiano, svolgono tirocini, lavori a basso reddito, servizio civile oppure risultano disoccupati.
Il problema evidenziato dalle Acli riguarda però la riduzione dell’importo dopo il compimento della maggiore età.
Per i figli minorenni l’assegno varia da circa 58 a 203 euro mensili in base all’Isee, mentre tra i 18 e i 21 anni l’importo scende in una fascia compresa tra 28,7 e 97,7 euro al mese.
I numeri della Lombardia
Secondo i dati dell’Osservatorio Inps sull’assegno unico, nel 2025 in Lombardia i figli maggiorenni beneficiari sono stati 264.371.
L’importo medio mensile erogato per questa categoria è stato di circa 89 euro.
Nel complesso, i beneficiari dell’assegno unico in regione superano 1,6 milioni, con un importo medio di 164 euro.
Le Acli: “Servono più sostegni alle famiglie”
Le Acli chiedono una nuova agenda di priorità dedicata alle famiglie, che tenga insieme sostegno economico e rafforzamento del welfare territoriale.

Secondo la vicepresidente nazionale Raffaella Dispenza, oggi le difficoltà delle famiglie riguardano soprattutto salari bassi, precarietà lavorativa, costi delle abitazioni e difficoltà di accesso ai servizi educativi e di cura.
Per questo l’associazione propone di eliminare la riduzione dell’assegno unico dopo i 18 anni, considerata una fase in cui i costi familiari restano particolarmente elevati.
Il peso delle spese universitarie
A incidere sono soprattutto i costi legati allo studio universitario.
Secondo il report “Universitari al Verde” di Udu, uno studente universitario spende mediamente circa 10mila euro all’anno, cifra che supera i 17mila euro per chi studia fuori sede.
Numeri che, secondo diverse associazioni, starebbero contribuendo anche al calo delle immatricolazioni universitarie.
Chi riceve gli importi più bassi
Tra i beneficiari lombardi dell’assegno unico per figli maggiorenni, quasi 95mila appartengono alla fascia Isee più bassa, con un importo medio di 132 euro al mese.
Esiste però anche una quota molto ampia di famiglie appartenenti alle fasce Isee più alte o senza Isee presentato: in questo caso l’importo medio percepito scende a circa 38 euro mensili.



