Cresce la tensione all’interno della RaiSport a poche settimane dalle Olimpiadi Milano‑Cortina. La redazione di RaiSport ha proclamato lo stato di agitazione, denunciando un clima interno sempre più complicato e una gestione giudicata inadeguata in vista di uno degli eventi sportivi più importanti degli ultimi anni. 

Al centro della protesta ci sono le scelte editoriali, la distribuzione delle risorse e l’organizzazione della copertura olimpica, ritenuta non all’altezza dell’importanza dell’evento.

Secondo quanto emerso dall’assemblea interna, la protesta RaiSport nasce da una combinazione di fattori: mezzi tecnici insufficienti, personale ridotto e una pianificazione che rischia di compromettere la qualità del racconto sportivo. Il timore principale è che la copertura delle Olimpiadi Milano-Cortina possa risentire di queste criticità proprio nel momento in cui l’attenzione del pubblico sarà massima.


Proteste RaiSport e Olimpiadi Milano-Cortina: il nodo dei talent esterni

Uno dei punti più contestati riguarda l’uso massiccio dei talent esterni Rai, impiegati anche in ruoli tradizionalmente affidati ai giornalisti interni. Una scelta che, secondo la redazione, si inserisce in un quadro di tagli al budget RaiSport e riduzione delle risorse operative. La sensazione diffusa è quella di una sperequazione interna, che alimenta malcontento e frustrazione tra i professionisti della testata sportiva.

La vicenda ha assunto anche un rilievo politico. Esponenti del Movimento 5 Stelle hanno attaccato duramente la direzione, parlando di una gestione definita “folle” e chiedendo chiarimenti immediati. La protesta RaiSport, dunque, non si limita a una questione sindacale, ma apre un dibattito più ampio sulla qualità dell’informazione sportiva del servizio pubblico in un momento chiave per l’immagine dell’Italia.