L'ICE arriva a Monza? Scoppia il caos in Consiglio comunale, cosa sta succedendo
Alla vigilia delle Olimpiadi Milano-Cortina, una mozione Pd accende il dibattito politico in città.
Alla vigilia del passaggio della fiaccola olimpica a Monza, il dibattito politico cittadino si accende su un tema che va ben oltre i confini locali. In consiglio comunale irrompe la questione della presenza dell’Immigration and Customs Enforcement alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, e scoppia la polemica.
Il voto del consiglio comunale
Non si tratta di un intervento operativo, ma di una mozione presentata dalla consigliera del Partito Democratico Giulia Bonetti e approvata dall’aula nella seduta del 2 febbraio. Il testo è passato con 20 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto.
La mozione impegna la giunta guidata dal sindaco Paolo Pilotto a chiedere chiarimenti al Governo sulla presenza dell’Ice in occasione dei Giochi Olimpici, alla luce delle rassicurazioni già fornite dall’esecutivo secondo cui l’agenzia statunitense non sarà coinvolta nelle attività di ordine pubblico, ma opererà esclusivamente nelle sedi diplomatiche.
Le ragioni della mozione

La presenza dell’Ice è finita al centro delle polemiche anche nelle piazze milanesi e, ora, nei consigli comunali. Nel suo intervento in aula, Bonetti ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinta a presentare il documento, pur riconoscendone i limiti istituzionali.
“È stata la mozione più complessa che ho scritto, perché ho dovuto aggiornarla più volte”, ha spiegato. La consigliera ha richiamato dati e episodi avvenuti negli Stati Uniti, sottolineando come dall’inizio dell’anno sei persone siano state uccise da agenti dell’Ice e definendo l’agenzia come un soggetto cresciuto, anche finanziariamente, dopo l’insediamento del Governo Trump.
Le perplessità sulla presenza dell’Ice
Nonostante le rassicurazioni fornite a livello nazionale, Bonetti ha ribadito le sue preoccupazioni. “Il vicepresidente degli Stati Uniti, che sarà presente alle Olimpiadi, dispone già di propri apparati di sicurezza”, ha osservato, ricordando che l’ordine pubblico in Italia è competenza esclusiva delle forze dell’ordine nazionali.
Nel suo intervento, la consigliera ha criticato quello che ha definito un atteggiamento “nazionalista a fasi alterne” del Governo, denunciando una disparità di trattamento tra i migranti che arrivano in Italia e l’accoglienza riservata all’Ice.
La critica dell’opposizione
La mozione è stata contestata dal consigliere di opposizione Paolo Piffer (Civicamente), che ha chiarito di non dissentire nel merito, ma sul contesto della discussione.
“Condanno ogni abuso di potere e ogni uso improprio della forza per mantenere l’ordine pubblico”, ha detto, aggiungendo però che il problema è la continua presentazione in aula di mozioni che esulano dalle competenze di un consiglio comunale. Secondo Piffer, il dibattito locale sarebbe sempre più lontano dai problemi concreti della città.
Nel suo intervento ha elencato una serie di criticità, dalla gestione del territorio all’edilizia scolastica e abitativa, accusando la maggioranza di usare temi sovracomunali per compensare una crescente distanza dall’elettorato.
La replica del sindaco Pilotto
Alle critiche ha risposto il sindaco Paolo Pilotto, difendendo il diritto del consiglio comunale di discutere anche temi di interesse nazionale e internazionale.
“Mi preoccuperei se l’attenzione agli interessi generali diventasse una copertura per nascondere ciò che non si fa”, ha affermato, ricordando alcune delle azioni messe in campo dall’amministrazione: dal bilancio delle attività della polizia locale ai circa 300 appartamenti comunali in fase di ultimazione, dal rinnovamento dell’asilo notturno con nuovi posti letto alla prossima inaugurazione dello Spazio 37.
Il primo cittadino ha ammesso che non tutto funziona, ma ha rivendicato il percorso intrapreso dalla giunta, definendolo perfettibile ma concreto.



