I nomi di una volta tornano in strada: la bella idea di un comune brianzolo
A Limbiate il Comune installa targhe in dialetto nelle corti storiche per valorizzare identità, memoria e rilancio del centro cittadino.
Un tuffo nella memoria collettiva, inciso sui muri del centro storico. A Limbiate la storia torna visibile grazie a nuove targhe in dialetto, installate nelle corti più antiche del paese per restituire nomi, identità e radici a luoghi che per generazioni hanno rappresentato il cuore della vita quotidiana.
“Cort Dugnan o del Travain”, “Cort del Valentin”, “Cort del Bughett”: nomi che non sono semplici indicazioni, ma racconti condensati, fatti di famiglie, mestieri, soprannomi e relazioni sociali. Parole che per anni sono sopravvissute nella memoria orale e che ora tornano a essere parte dello spazio urbano.
Le targhe tra via Trento e via Mazzini
Le nuove installazioni riguardano le corti storiche comprese tra via Trento e via Mazzini, una delle zone più antiche del territorio. Qui il ha deciso di intervenire per dare visibilità a un patrimonio culturale spesso dimenticato, ma ancora profondamente radicato nella comunità.
Le targhe non hanno solo una funzione toponomastica: diventano segni di riconoscimento, strumenti per leggere il presente attraverso il passato e per rafforzare il legame tra luoghi e cittadini. Ogni nome, scritto in dialetto, restituisce dignità a una storia che rischiava di sbiadire.
Il sindaco: “Identità e rilancio del centro storico”
A spiegare il senso dell’iniziativa è il sindaco :
«L’intervento si inserisce all’interno di un progetto di più ampio respiro che ha l’obiettivo di valorizzare e rilanciare il commercio nel centro storico, insieme alla sua identità culturale».
Un’operazione che guarda al futuro partendo dalle radici. Perché preservare i nomi antichi delle corti significa continuare a dare un nome anche al presente, mantenendo viva una memoria condivisa che contribuisce a rendere riconoscibile e autentico il centro cittadino.
Quando le corti tornano a “parlare”
Un tempo le corti erano il fulcro della vita sociale ed economica: luoghi di lavoro, incontro, scambio. Oggi, in una città profondamente cambiata, tornano a “parlare” attraverso la loro voce originaria, quella del dialetto.
Una lingua che resiste come patrimonio culturale, capace di raccontare Limbiate non solo per ciò che è diventata, ma anche per ciò che è stata. E che, grazie a queste targhe, torna a far parte del paesaggio urbano quotidiano.



