Correttezza e calore: gli impressionanti tifosi dell'Avellino
Un sostenitore del Monza ci scrive dopo la partita di domenica scorsa
Cari tifosi dell’Avellino,
vi scrivo da tifoso del Monza, con la sciarpa biancorossa al collo e il rispetto negli occhi. Domenica scorsa siete arrivati in tanti. Tanti davvero. Avete colorato uno spicchio di stadio, lo avete acceso di cori, bandiere, voci. Siete stati chiassosi, come è giusto che sia. Ma soprattutto siete stati corretti.

Nel calcio di oggi, dove spesso si supera il limite, la tifoseria dell’Avellino, nonostnate la sconfitta, ha dimostrato che si può fare rumore senza offendere, sostenere senza provocare, vivere la partita senza avvelenarla. Una presenza viva, organizzata, rispettosa. Non è poco. Anzi: è tantissimo.
Tifoseria Avellino: passione vera, rispetto totale
Da casa nostra, da Monza, lo abbiamo visto tutti. Non servono applausi di circostanza: avete dato spettacolo. I vostri cori hanno accompagnato la gara dal primo all’ultimo minuto, senza mai scivolare nell’eccesso. Avete spinto la vostra squadra, senza mai perdere di vista il contesto: uno stadio condiviso, una partita da vivere insieme.
Nel calcio italiano, molte tifoserie dovrebbero imparare da questo modo di stare sugli spalti. Perché la passione non è insulto. Perché l’identità non è arroganza. Perché il tifo può essere forte e pulito allo stesso tempo.
Dal Monza all’Avellino: una lezione per tutti
Non capita spesso di uscire dallo stadio parlando bene degli avversari. Domenica è successo. E vale la pena dirlo, scriverlo, sottolinearlo. La tifoseria dell’Avellino ha portato a Monza un esempio che resta. Un modo di tifare che fa bene al calcio e rende migliore anche chi vi sta di fronte.
Con stima sincera,
Mario - tifoso del Monza
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