Da una parte la festa per la nuova Giga Factory di Elesa. Dall’altra un quartiere che, proprio nel giorno dell’inaugurazione, torna a chiedere conto delle opere promesse. A Sant’Albino l’ampliamento dell’azienda riapre infatti una questione che si trascina da anni: quella delle compensazioni ambientali Elesa legate al piano di sviluppo.

A sollevare nuovamente il tema è il Comitato di Quartiere Sant’Albino, che parla apertamente di “Giga Delusione” e punta il dito contro i ritardi che, a suo giudizio, si sarebbero accumulati negli ultimi quattro anni.

Al centro della contestazione c’è circa un milione di euro destinato alle compensazioni ambientali e, soprattutto, ciò che secondo i cittadini avrebbe dovuto lasciare concretamente sul territorio in termini di verde, mobilità e servizi.

Compensazioni ambientali Elesa, il Comitato: «Dopo quattro anni ancora nessun progetto esecutivo»

La prima contestazione riguarda proprio le opere. Secondo il Comitato, a quattro anni dall’annuncio del piano di sviluppo di Elesa, nel quartiere sarebbe visibile soltanto una porzione di pista ciclabile, peraltro non ancora completata.

Ma la critica va oltre lo stato dei lavori. I rappresentanti del quartiere sostengono infatti che non sarebbero ancora stati presentati progetti esecutivi relativi alle diverse proposte avanzate nel corso degli anni dai cittadini.

Tra le richieste indicate dal Comitato ci sono la pista ciclabile di collegamento tra via Adda e la piscina Pia Grande, nuovi filari di alberi lungo le strade ad alto scorrimento attorno a Sant’Albino, interventi lungo il Villoresi e nell’area dell’Orto City Farmers, una nuova area cani e un impianto di calisthenics nel giardino di via Guardini.

Proposte che, sottolinea il Comitato, sarebbero il risultato di quattro anni di lavoro volontario, tra incontri, sopralluoghi, documentazione e confronto con i cittadini.

Sant’Albino chiede chiarezza su tempi, progetti e utilizzo delle risorse

Il malcontento riguarda anche la comunicazione con l’Amministrazione comunale.

Il Comitato ricorda un incontro avvenuto nella Consulta nella scorsa primavera, convocato dopo numerose richieste di aggiornamento. In quell'occasione, secondo quanto riferito dai cittadini, sarebbero stati mostrati alcuni progetti ancora abbozzati, senza indicazioni precise relative a tempi di realizzazione, modalità e impegni economici.

Un passaggio che avrebbe ulteriormente aumentato la delusione, considerando il tempo trascorso dall’avvio del percorso.

Il Comitato sostiene inoltre di non aver ricevuto, nonostante le richieste avanzate, un quadro delle spese già sostenute attraverso le risorse destinate alle compensazioni.

Una trasparenza ritenuta necessaria dai cittadini anche alla luce di quello che viene definito un importante consumo di suolo a poca distanza dal centro abitato.

Dalla ciclabile di via Sicilia alla piscina Pia Grande: i dubbi del Comitato

C'è poi il tema della destinazione delle risorse.

Secondo quanto riferito dal Comitato, una parte sarebbe stata indirizzata, senza un preventivo coinvolgimento dei cittadini attivi, verso una pista ciclabile lungo via Sicilia, giudicata dagli stessi rappresentanti del quartiere quasi un doppione di un percorso già esistente.

Un’altra quota rilevante, sempre secondo il Comitato, potrebbe invece essere destinata alla piscina Pia Grande.

Su quest’ultimo punto viene però fatta una precisazione importante: si tratterebbe di quanto dichiarato dall’assessore Marco Lamperti in una sede non istituzionale e, secondo il Comitato, mai confermato ufficialmente.

È quindi una circostanza che gli stessi cittadini presentano come non formalizzata.

La conclusione del Comitato di Quartiere Sant’Albino è indirizzata direttamente all'Amministrazione comunale: mentre Elesa celebra l'apertura della nuova struttura, per il quartiere resta aperto il capitolo delle compensazioni.

“Buona festa ad Elesa. All’Amministrazione Comunale il compito di rimediare ai gravi ritardi e restituire rispetto a Sant’Albino”, è il messaggio con cui si chiude la presa di posizione.

Una nuova Giga Factory, dunque, ma anche una vecchia questione che Sant’Albino considera ancora lontana dall’essere risolta.