marina berlusconi

Il dibattito pubblico italiano continua a muoversi tra riforme istituzionali, equilibri politici e scenari internazionali sempre più instabili.
In questo contesto, le voci provenienti dal mondo dell’impresa e della società civile assumono un peso particolare, soprattutto quando toccano temi come giustizia, leadership e futuro dell’Europa.
Le riflessioni di alcune figure di primo piano contribuiscono infatti ad alimentare una discussione che va oltre l’attualità immediata, intrecciando memoria, valori e prospettive politiche.
È proprio su questi nodi – tra politica interna e rapporti globali – che si concentra un intervento destinato a far discutere.

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Marina Berlusconi e il referendum giustizia: «Voterò Sì»

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Marina Berlusconi afferma: «Al referendum del 22-23 marzo voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta».
E aggiunge: «La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera "terzietà" dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare».

Sul sistema delle correnti nella magistratura, la presidente di Fininvest e Mondadori parla di «una minoranza di magistrati ideologizzati» e sostiene che «la giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine».
Riferendosi al passato del padre Silvio Berlusconi, precisa: «È vero, mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona».

Non manca un passaggio su Forza Italia e su Antonio Tajani: «Penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo».
E sul futuro del partito: «Il destino di Forza Italia è nelle mani di Forza Italia, io faccio l’imprenditore».

Parlando della famiglia, sottolinea i risultati delle attività imprenditoriali: «Mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto realtà».

Giorgia Meloni, Trump e l’Europa nelle parole di Marina Berlusconi

Sul governo, Marina Berlusconi dichiara: «Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese».
Avverte però dei rischi internazionali: «La situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo».

Il giudizio su Donald Trump è netto: «Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà».
E ancora: «Legge del più forte, prevaricazione, affarismo…».

Guardando all’Europa, conclude: «Servono idee chiare su chi siamo e su chi vogliamo essere. Vogliamo tenerci stretto il nostro Occidente? Vogliamo difendere libertà e democrazia? Beh, io credo ne valga la pena».
Un passaggio che richiama l’eredità politica e culturale del padre Silvio Berlusconi, evocata anche quando afferma: «Oggi essere ottimisti è un atto temerario… però non dobbiamo dimenticare che il mondo libero e democratico può contare sulla capacità di mettersi in discussione e di correggersi».