'Lavoriamo come in trincea': il gesto simbolico agli infermieri di Monza e Brianza
Dal NurSind biscotti negli ospedali di Monza e Brianza e un’indagine che racconta turni infiniti, stress e scarsa valorizzazione.
In un sistema sanitario che continua a chiedere molto ai propri professionisti, ci sono categorie che ogni giorno si trovano a lavorare sotto pressione costante, tra carichi crescenti e responsabilità sempre più pesanti. Gli operatori sanitari rappresentano uno dei pilastri più esposti di una macchina complessa che, soprattutto dopo gli anni della pandemia, fatica ancora a ritrovare equilibrio.
La questione del benessere lavorativo nelle corsie ospedaliere resta centrale, così come il tema della valorizzazione professionale di chi garantisce assistenza continua ai pazienti. Una situazione che, anche in Brianza, continua ad alimentare riflessioni e richieste di interventi concreti.
In occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, il dibattito sulle condizioni di lavoro torna così al centro dell’attenzione, insieme a iniziative simboliche e dati che raccontano una realtà spesso complessa.

Giornata dell’Infermiere e NurSind Monza Brianza: il gesto simbolico negli ospedali
Una scatola di biscotti consegnata agli infermieri in servizio negli ospedali di Monza e Brianza. È il gesto scelto dal NurSind Monza e Brianza in occasione del 12 maggio, data in cui si è celebrata la Giornata Internazionale dell’Infermiere.
Un’iniziativa dal forte valore simbolico e umano, pensata per ringraziare i professionisti impegnati quotidianamente nelle corsie ospedaliere, spesso in condizioni difficili. Il dono, spiegano dal sindacato, vuole rappresentare un segnale di attenzione verso il benessere di chi lavora sotto pressione costante.
Dietro quella scatola di biscotti, infatti, c’è anche un messaggio politico: il riconoscimento della dignità professionale degli infermieri passa anche da piccoli gesti che interrompono, seppur per poco, la tensione di turni spesso complessi.
Il contesto resta delicato. Alla cronica carenza di personale, che porta anche la Regione Lombardia a cercare professionisti all’estero, si aggiungono stipendi ritenuti insufficienti, tensioni con i pazienti e un aumento delle aggressioni verbali e fisiche. L’episodio più recente in Brianza riguarda il pronto soccorso dell’ospedale di Vimercate, dove alcuni infermieri sono stati aggrediti pochi giorni fa.
Il 12 maggio brianzolo del 2026 ci insegna che per difendere una professione bisogna prima di tutto amarla e rispettarla, onorando chi ogni giorno, con competenza e dedizione, garantisce la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale nonostante le sfide e le criticità di un sistema che chiede sempre molto e troppo spesso restituisce poco, ricordano dal NurSind di Monza e Brianza.
Indagine NurSind sugli infermieri: turni oltre orario e stress crescente
Accanto all’iniziativa simbolica, il NurSind ha diffuso anche i risultati dell’indagine nazionale “Vita da infermiere”, condotta dal Centro studi del sindacato tra il 20 aprile e il 5 maggio su oltre 3mila professionisti, tra cui anche ostetriche e Oss.
I numeri fotografano un quadro di forte difficoltà. Più di tre infermieri su quattro (76,8%) dichiarano di lavorare oltre l’orario stabilito a causa di incombenze burocratiche e pratiche cliniche. Inoltre, l’80,2% dei lavoratori afferma di sentirsi poco o per nulla valorizzato dalla propria azienda sanitaria.
Non solo. Il 63% degli intervistati ritiene che le proprie competenze professionali siano sfruttate solo parzialmente o addirittura per nulla, mentre il 42% ammette di avere timore nel segnalare errori per paura di possibili ritorsioni.
Preoccupano anche le ricadute sulla vita privata: il 55,3% del campione dichiara di trovare difficile mantenere un equilibrio tra lavoro e sfera personale. Sul piano psicofisico, il 70,2% riferisce di sentirsi emotivamente esausto spesso o sempre.
Lo studio è nato con l’obiettivo di indagare il livello di benessere lavorativo degli operatori sanitari - spiega l’autore della ricerca Donato Cosi, responsabile del Centro studi e membro della direzione nazionale del sindacato -. Un benessere che, numeri alla mano, purtroppo è un obiettivo ancora lontano da raggiungere.



