Autostrada decisa di nascosto? Scoppia il caso Pedemontana, cosa sta accadendo
La Tratta D Breve di Pedemontana è stata approvata senza avvisare i Comuni. I sindaci scoprono tutto per caso e presentano ricorso al Tar.
La decisione è arrivata. La Tratta D Breve di Pedemontana si farà, ma la partita è tutt’altro che chiusa. I sindaci dei Comuni attraversati dal tracciato hanno annunciato il ricorso al Tar, dopo aver scoperto solo per caso che l’opera era già stata approvata.
A firmare la presa di posizione sono i primi cittadini di Agrate Brianza, Bellusco, Bernareggio, Burago Molgora, Caponago, Carnate, Cavenago di Brianza, Ornago, Sulbiate e Vimercate, insieme alla Città Metropolitana di Milano per il territorio di Cambiago.
Un’approvazione avvolta nel silenzio
Dell’approvazione della Tratta D Breve si parlava da mesi, ma nulla era mai stato comunicato ufficialmente agli enti locali. Anche il 23 gennaio, durante una conferenza stampa a Monza, esponenti istituzionali avevano ribadito di essere ancora in attesa di notizie formali.
Nessuna comunicazione, nessun annuncio pubblico, nessun passaggio esplicito. Eppure, l’approvazione c’era già.
La scoperta “per caso”

La svolta è arrivata in modo del tutto fortuito. I sindaci hanno scoperto che il decreto di approvazione della variante era stato pubblicato l’11 dicembre 2025, a seguito di una delibera di CAL basata su quella che viene definita una lettura distorta del Decreto Infrastrutture.
Nella nota ufficiale si legge che, per mesi, i Comuni erano rimasti in attesa:
- del parere della Commissione VIA
- della conclusione della Conferenza dei Servizi al Ministero delle Infrastrutture
- del pronunciamento finale del CIPESS
Tutti passaggi mai formalmente comunicati agli enti locali.
Le accuse dei sindaci: “Esclusi dalle decisioni”
Il punto centrale della contestazione è il metodo. I sindaci parlano apertamente di una forzatura, concepita per escludere i Comuni da ogni fase decisionale.
Nessuna amministrazione interessata è stata informata dell’avvenuta approvazione. Nessuna evidenza pubblica della delibera è comparsa sui siti istituzionali degli enti coinvolti. Un’assenza che, secondo i primi cittadini, mina trasparenza e correttezza istituzionale.
Da anni, i Comuni della Tratta D Breve si oppongono al progetto, chiedendo soluzioni alternative a impatto zero sul territorio, più volte ribadite anche dal sindaco di Aicurzio, Matteo Baraggia.
Il ricorso al Tar: corsa contro il tempo
I tempi per presentare ricorso erano strettissimi. La scadenza era fissata al 9 febbraio 2026. Dopo un lavoro intenso con il legale incaricato, i dieci sindaci hanno notificato il ricorso al Tar, evitando per pochi giorni la decadenza.
Nei prossimi giorni verrà depositata tutta la documentazione necessaria. Intanto, è già stato fissato un primo incontro pubblico il 14 febbraio alle 11 a Vimercate, per spiegare le ragioni del ricorso e illustrare i prossimi passaggi.
Altri incontri seguiranno sul territorio. L’obiettivo dichiarato è informare cittadini e cittadine in modo trasparente e puntuale su una decisione che incide direttamente sulle comunità locali.
Dove passerà la Tratta D Breve
Il progetto definitivo della variante della Tratta D ha una lunghezza di circa 13,4 chilometri. Il tracciato:
- parte dall’interconnessione con la Tangenziale Est di Milano, a nord di Vimercate
- prosegue verso est
- attraversa il fiume Molgora
- piega poi verso sud tra Omate e Cavenago
- arriva all’interconnessione tra autostrada A4 e Tangenziale Est esterna, tra Agrate e Caponago
È previsto un solo svincolo, tra Bellusco e Vimercate.
L’impatto sul Parco Agricolo Nord Est
Uno dei nodi più delicati riguarda l’impatto ambientale. La Tratta D Breve attraverserà il Parco Agricolo Nord Est, un polmone verde fondamentale per il Vimercatese, dove operano anche numerose imprese agricole.
Un intervento che, secondo i sindaci, avrà conseguenze profonde e irreversibili sul territorio, rafforzando le ragioni della battaglia legale appena avviata.



