metro monza

Ci sono opere pubbliche che, nel tempo, finiscono per diventare il simbolo delle aspettative di un territorio. La prospettiva di un collegamento più rapido tra Monza e Milano, attesa da anni da pendolari, lavoratori e imprese, rientra senza dubbio in questa categoria.

Eppure, quando un progetto entra nella sua fase più delicata, spesso emergono nuovi ostacoli legati ai tempi amministrativi e alla complessità burocratica. È proprio quello che sta accadendo nelle ultime ore attorno al prolungamento della linea lilla.

Dopo il recente passo avanti sul fronte dei finanziamenti, ora l’attenzione si concentra sui prossimi snodi istituzionali, mentre cresce la preoccupazione per possibili ritardi che rischierebbero di avere conseguenze economiche rilevanti.

Metropolitana M5
Metropolitana M5

Metro M5 a Monza, la settimana della verità: il voto decisivo e la corsa contro il tempo

Metro M5 a Monza: dopo il voto sul finanziamento ora pesa la Corte dei Conti

Il percorso della metro M5 a Monza entra in una fase decisiva ma ancora piena di incognite. Dopo l’inserimento del decreto sugli extracosti all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni del 21 maggio, l’associazione HQMonza lancia un monito sui prossimi passaggi necessari per arrivare alla gara d’appalto del prolungamento fino a Monza nord.

Secondo il sodalizio, il via libera della Conferenza appare probabile, ma non sarà sufficiente. Dopo il parere dell’organismo, infatti, il decreto dovrà passare al vaglio della Corte dei Conti, ultimo passaggio prima dell’emanazione definitiva.

HQMonza sottolinea la propria preoccupazione per le tempistiche. L’associazione spiega infatti: 

Dopo il parere della Conferenza Stato-Regioni, che diamo per scontato e favorevole, il decreto prima di essere emanato dovrà avere un ultimo ok dalla Corte dei Conti. In questo caso siamo piuttosto preoccupati, perché la magistratura contabile ha fino a 60 giorni di tempo per esprimersi, quando è indispensabile che il decreto possa essere emanato entro il 30 giugno. I tempi non quadrano e non è certo abituale che la Corte dei Conti faccia il suo lavoro in condizioni di urgenza.

Prolungamento M5 e costi dell’opera: il timore di nuovi extracosti

La principale preoccupazione riguarda i possibili aumenti economici legati a un eventuale slittamento della gara oltre giugno. Gli stanziamenti aggiuntivi ottenuti dopo mesi di confronto tra istituzioni sono infatti calcolati sul prezziario delle opere pubbliche attualmente in vigore, destinato ad aggiornarsi proprio alla fine del mese.

HQMonza avverte: 

Il primo rischio, molto insidioso, se il lancio della gara d’appalto andasse oltre il prossimo giugno, è che non bastino più gli stanziamenti aggiuntivi ai quali si è arrivati dopo dieci mesi di confronto tra Ministero delle Infrastrutture, Ministero delle Finanze, Regione Lombardia ed enti locali.

L’associazione aggiunge inoltre che l’aumento dei costi potrebbe essere influenzato dall’inflazione e dalle tensioni internazionali, citando in particolare la crisi nello stretto di Hormuz e le possibili ripercussioni sui prezzi di energia e materiali da costruzione. In caso di aggiornamento del prezzario, il quadro economico del prolungamento della linea lilla M5 andrebbe ricalcolato, con il rischio di un nuovo allungamento dei tempi.

Metro M5 a Monza e gara d’appalto: il nodo della scadenza di fine 2026

Non c’è soltanto la questione economica. HQMonza teme anche che l’iter possa rallentare ulteriormente nei prossimi mesi, mettendo a rischio le tempistiche fissate dalla convenzione tra Stato e Comune di Milano, capofila del progetto.

L’associazione evidenzia infatti: 

Augurandoci che la gara d’appalto possa essere lanciata comunque e chiusa al più presto, il secondo rischio è che l’iter possa bloccarsi per altri cinque-sei mesi.

Il riferimento è alla scadenza fissata al 31 dicembre 2026 per l’assegnazione dell’appalto. Se questo termine non venisse rispettato, secondo quanto previsto dal DL 95/2025, i fondi potrebbero essere sospesi e riassegnati soltanto nel 2027. Per questo HQMonza suggerisce anche una proroga dell’Obbligazione Giuridicamente Vincolante (OGV), nel tentativo di evitare nuovi stop.

A sintetizzare il malcontento è la portavoce dell’associazione, Isabella Tavazzi: 

Come cittadini siamo veramente sconcertati nel vedere che un’opera pubblica importante come questa, chiesta a gran voce dalla gente e sostenuta da tutte le forze politiche, si muove a fatica perché impantanata nella palude della burocrazia.