Gytkjaer
Gytkjaer

Il Bari respira, ma l'attacco resta in apnea. Nonostante il ritorno al successo in trasferta — un traguardo che mancava da quasi un anno — la squadra biancorossa continua a mostrare crepe evidenti nella propria fase realizzativa. Un paradosso che vede i tre punti convivere con numeri offensivi preoccupanti.

L'eclissi del "Vichingo": Gytkjaer e il peso di un attacco smarrito

Se si dovesse dare un volto alla crisi realizzativa che sta frenando la squadra, quel volto sarebbe indubbiamente quello di Christian Gytkjaer. Il "Vichingo", un tempo predatore d'area implacabile, sembra aver smarrito la via di casa: il suo digiuno sotto porta ha raggiunto la preoccupante quota di nove gare consecutive senza gol. Per ritrovare l'ultima esultanza del danese bisogna riavvolgere il nastro fino al 7 novembre scorso, nel match contro lo Spezia; da allora, il silenzio.

I numeri iniziano a farsi pesanti e richiamano fantasmi del passato: soltanto nel 2021, ai tempi del Monza, Gytkjaer visse un periodo peggiore rimanendo a secco per 11 turni. Anche nell'ultima uscita stagionale, nonostante il successo complessivo della squadra abbia portato una ventata d'ossigeno, la prestazione dell'attaccante è apparsa opaca. Isolato e stretto nella morsa dei difensori, il danese è sembrato poco reattivo, quasi rassegnato a una manovra che non lo valorizza.

Anche nell'ultimo match, nonostante il successo di squadra, il danese è apparso isolato, stretto nella morsa dei difensori avversari e poco reattivo. 

Una vittoria per ripartire

Il ritorno del tecnico sulla panchina ha portato i frutti sperati in termini di classifica, regalando ossigeno vitale per allontanarsi dalle zone calde. Tuttavia, la gestione del vantaggio e la capacità di chiudere le partite restano nodi da sciogliere. Il Bari ha ritrovato i tre punti, ma per sognare una risalita stabile dovrà necessariamente ritrovare i gol dei suoi uomini d'esperienza, troppo importanti per restare ancora a lungo nell'ombra.