Shock Brighenti: gravissimo infortunio per l'ex Monza
Dalla gioia del gol all'incubo di un gravissimo infortunio per l'ex centravanti biancorosso

Il calcio ha una memoria lunga, ma a volte sa essere terribilmente ingiusto. Domenica scorsa, sul campo del Desenzano, il tempo sembrava essersi fermato. Non per un gol dei suoi, non per l'ennesima prodezza di quella capolista che sta dominando il Girone D di Serie D, ma per il silenzio irreale che ha avvolto lo stadio dopo lo scontro tra Andrea Brighenti e un difensore del Progresso.
Un destino beffardo
Proprio lui, lo squalo dell'area di rigore, aveva appena timbrato il cartellino. Un rigore preciso, il gol del 2-1, il dodicesimo centro di una stagione che a 38 anni suonati lo vedeva ancora una volta guardare tutti dall'alto della classifica marcatori. Poi, nel recupero del primo tempo, il buio: un intervento da dietro, un contrasto duro e quel dolore che un atleta riconosce all'istante.
Il referto medico arrivato dalla Poliambulanza di Brescia è di quelli che tolgono il fiato: frattura di tibia, perone, malleoli e lesione dei legamenti. Un infortunio "totale" che per molti rappresenterebbe il sipario su una carriera. Ma Andrea Brighenti non è "molti".
Una vita tra i gol
Per capire lo shock del mondo del calcio, bisogna scorrere il nastro di una carriera costruita sul sudore e sul senso della posizione. Brighenti è l'uomo che ha riportato la Cremonese in Serie B dopo undici anni di attesa, diventandone simbolo e anima con 77 gol in maglia grigiorossa. È l'attaccante che ha messo la firma sulla scalata del Monza e che ha messo la sua esperienza al servizio dei ragazzi della Juventus U23.
Dalla gavetta tra Virtus Vecomp e Pavia, fino ai palcoscenici della cadetteria raggiunti a quasi 30 anni, la sua è la storia di chi non ha mai ricevuto sconti. E forse è proprio questa tempra, forgiata in anni di battaglie in area di rigore, che oggi fa sperare i tifosi.
L'ultima battaglia
Mentre il Desenzano si gode il primato (vittoria per 3-1 finale), il pensiero di tutto l'ambiente è fisso su quel letto d'ospedale. A 38 anni, con 12 gol e 3 assist in tasca, Brighenti non aveva più nulla da dimostrare. Avrebbe potuto gestire il finale di stagione con la classe di chi ha già vinto tutto. Invece, si ritrova davanti alla sfida più difficile: quella contro il proprio corpo.
Tuttavia, chi ha condiviso con lui lo spogliatoio ne è certo: Andrea ha già iniziato la sua riabilitazione mentale. Nonostante la gravità del colpo, la determinazione del bomber di razza è intatta. Il calcio dilettantistico, e non solo, perde per ora il suo protagonista assoluto, ma resta in attesa di quel ritorno in campo che avrebbe il sapore dell'ennesima, incredibile impresa.
Forza Andrea, il Mondo del calcio aspetta ancora i tuoi gol.



