Ecco perché il Monza non è più il 'nuovo Sassuolo' (e chi lo ha scalzato)
Binda sulla Gazzetta rivede il confronto: i brianzoli restano protagonisti, ma il dominio oggi parla lagunare.
Ci sono etichette che nel calcio funzionano solo per un tratto di strada. Servono a raccontare un momento, una sensazione, una traiettoria che sembra evidente mentre sta accadendo. Poi il campo rimette tutto in prospettiva e costringe a rivedere paragoni e definizioni. È il destino delle squadre costruite per vincere, osservate con aspettative alte e giudicate soprattutto sulla continuità.
Nel corso della stagione, alcune narrazioni si consolidano, altre si sgretolano. Anche per il Monza, che per mesi è stato indicato come modello dominante del campionato, oggi il confronto cambia forma. L’analisi arriva ancora una volta da La Gazzetta dello Sport, a firma di Nicola Binda.

Dal Monza al Venezia: cambia il “nuovo Sassuolo”
Per un lungo tratto di stagione il Monza era stato indicato come il possibile “nuovo Sassuolo”, erede della squadra che l’anno precedente aveva dominato il campionato dopo la retrocessione. Un’etichetta maturata tra la 7ª e la 14ª giornata, quando la squadra di Paolo Bianco aveva infilato una serie di 7 vittorie consecutive, prima del pareggio di Castellammare che aveva riportato i brianzoli su binari più realistici.
Secondo Binda, quel paragone oggi appare forzato. Il Monza è rimasto in corsa, ma con un cammino definito più “umano”, meno travolgente rispetto a quello del Sassuolo di Fabio Grosso. A prendersi ora quell’etichetta è il Venezia, che ha mostrato gli stessi tratti: partenza non fulminante, poi una crescita verticale e inarrestabile. Un cambio di prospettiva che ridimensiona il confronto iniziale e rimette il Monza nel suo ruolo reale di protagonista, ma non di dominatore assoluto.
Il filotto del Monza e il confronto con il Venezia
Nel racconto di La Gazzetta dello Sport, il passaggio chiave resta proprio la differenza tra i due percorsi. Il Monza ha dimostrato solidità e ambizione, arrivando a condividere la vetta a quota 31 punti alla 15ª giornata insieme al Frosinone, quando il Venezia inseguiva a -5. Da lì in avanti, però, le strade si sono divise.
Il Venezia di Giovanni Stroppa ha accelerato con un filotto impressionante: 10 vittorie e un pareggio nelle ultime 11 partite, sette successi consecutivi senza farsi distrarre dalla sosta o dal mercato. Il Monza, invece, ha rallentato, restando competitivo ma senza quella continuità feroce che aveva alimentato il paragone iniziale con il Sassuolo. Non una bocciatura, ma una ridefinizione del quadro, che restituisce al campionato un equilibrio più credibile.
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Numeri, uomini e prospettive: il Monza resta nel gioco
Il confronto statistico chiarisce ulteriormente la fotografia. Il Venezia è arrivato a quota 47 punti con numeri simili a quelli del Pisa di un anno fa, promosso in Serie A, segnando però sei gol in più. Il Monza, pur con un rendimento meno devastante, resta pienamente in corsa grazie a una rosa profonda e a una distribuzione offensiva ampia, con 14 marcatori diversi, dato condiviso proprio con Venezia e Frosinone.
Nel filotto vincente dei lagunari spicca la coppia Adorante-Yeboah, ma il Monza continua a poggiare su un impianto collettivo che lo mantiene stabilmente nelle posizioni di vertice. La differenza, oggi, non è nel valore assoluto, ma nella capacità di trasformare una striscia positiva in una fuga. Ed è qui che il racconto cambia: il Monza non è più il “nuovo Sassuolo”, ma resta uno dei parametri con cui misurare chi vuole davvero dominare il campionato.



