Il centro commerciale (alle porte della Brianza) tra metro e proteste: cosa cambia nel progetto
Metrotranvia, parcheggi più profondi e proteste ambientali: tutti i nodi del progetto a Carugate

Il futuro dei grandi poli commerciali continua a intrecciarsi con i temi della mobilità sostenibile, della pianificazione urbanistica e dell’impatto ambientale. Progetti di espansione e nuove infrastrutture procedono spesso in parallelo, costringendo amministrazioni, tecnici e cittadini a un confronto serrato sulle trasformazioni del territorio.
In questo scenario, ogni modifica progettuale assume un peso rilevante non solo dal punto di vista economico, ma anche per le conseguenze su traffico, servizi e qualità della vita delle comunità locali. Le procedure autorizzative diventano così momenti chiave di verifica pubblica.
Anche nelle aree al confine tra diverse province lombarde, interventi di grande portata possono influenzare equilibri più ampi, coinvolgendo territori limitrofi e bacini di utenza sovracomunali.
È proprio in questo contesto che si inserisce il nuovo passaggio amministrativo legato a uno dei poli commerciali più frequentati della zona.

Ampliamento Centro Commerciale Carosello e metrotranvia M2
L’iter per l’ampliamento del Centro Commerciale Carosello di Carugate riparte da una revisione del Piano attuativo resa necessaria dopo l’archiviazione della precedente Valutazione d’impatto ambientale da parte di Regione Lombardia. La nuova proposta è stata illustrata durante la Conferenza finale di Valutazione ambientale strategica del 29 gennaio 2026 in Municipio.
Le principali modifiche riguardano la risagomatura dell’ala verso la Sp208, così da garantire la fascia di rispetto per il possibile passaggio della futura metrotranvia leggera collegata al prolungamento della M2, e la realizzazione di un ulteriore livello di parcheggio interrato al piano -3 per compensare i posti auto eliminati in superficie.
Le volumetrie restano invariate: sono previsti 25mila metri quadrati aggiuntivi di superficie commerciale che si sommeranno ai 62mila metri quadrati esistenti. I tecnici hanno inoltre assicurato il mantenimento di una distanza minima di cinque metri dalla falda, nonostante l’aumento degli scavi.
Resta però aperto anche uno scenario alternativo: se la Regione dovesse modificare il Piano territoriale regionale spostando il tracciato della metrotranvia più a nord, verso il Parco Est delle Cave, potrebbe tornare in campo la versione originaria del progetto.
“Con questa modifica abbiamo perso sei mesi, ma lo abbiamo fatto con tranquillità, anche per permettere lo svolgimento del percorso partecipativo”, ha dichiarato Daniela Tomé, consulente legale di Eurocommercial, come riportato da Prima La Martesana.
Critiche ambientali e prossime decisioni istituzionali
Non mancano le contestazioni da parte del comitato Basta ampliamento centri commerciali e di Legambiente Martesana, che mettono in dubbio la legittimità dell’iter e l’impatto ambientale dell’intervento.
“Sarebbe stato necessario avviare un nuovo iter per la Valutazione ambientale strategica, invece di riprendere quello in corso. Abbiamo seri dubbi di legittimità: sono state aggiunte 80 pagine all’originario Documento di scoping del Piano attuativo, non poche. Qui siamo davanti a un nuovo progetto, non a una semplice modifica”, ha affermato Vallì Franceschin.
“È un grande azzardo arrivare così vicini alla falda con un piano interrato in più del parcheggio, anche se è stato detto che verrà mantenuta la distanza minima – ha proseguito – Viviamo in un territorio ad alto rischio idrogeologico. Senza contare la questione del traffico e dell’inquinamento, che sono stati trattati nel Piano attuativo utilizzando dei dati del 2021, ossia in pieno periodo Covid”.
Anche Luigi Verderio ha sottolineato le possibili conseguenze sull’afflusso di clientela e sulla viabilità, ritenendo necessaria una revisione complessiva della procedura ambientale.
Il confronto proseguirà nelle sedi istituzionali: il nuovo layout sarà infatti al centro di una seduta pubblica congiunta delle Commissioni comunali prevista il 9 febbraio 2026, mentre le osservazioni al Piano attuativo potranno essere presentate fino al 13 febbraio, prima della nuova richiesta di Valutazione d’impatto ambientale.



