Si chiama Edoardo Quilici, ha 24 anni ed è il cugino di Samuele Birindelli, difensore del Monza. Il suo lavoro, però, lo porta soprattutto nelle cucine delle abitazioni di alcuni calciatori di Serie A, per i quali prepara pasti personalizzati seguendo le indicazioni dei nutrizionisti. A raccontare la sua esperienza è un video pubblicato su YouTube, nel quale il giovane chef accompagna gli spettatori alla scoperta dell'alimentazione dei giocatori lontano dal campo.

Il legame con il Monza emerge proprio durante la presentazione di Edoardo. Quando gli viene chiesto come sia riuscito a entrare in questo ambiente, la risposta chiama direttamente in causa il cugino Samuele: è stato attraverso di lui che è arrivata l'opportunità di cucinare per Alexis Saelemaekers. Da quella prima esperienza è cominciato un percorso professionale che lo ha portato a lavorare anche per altri protagonisti del calcio italiano, tra cui Andrea Petagna e Michael Folorunsho.

Cugino Birindelli

Dal ristorante di famiglia alle cucine dei calciatori

La passione di Edoardo per la cucina nasce in famiglia. Come racconta nel video, ha iniziato a dare una mano nel ristorante dei genitori a 17 anni, durante i fine settimana e in occasione degli eventi. Un'esperienza che gli ha permesso di apprendere le basi del mestiere e di avvicinarsi progressivamente al mondo della ristorazione.

Un passaggio importante è stato anche l'apprendimento della preparazione del sushi. A 19 anni, grazie a un corso finanziato dagli zii, ha approfondito una tecnica che sarebbe poi entrata a far parte delle sue competenze.

L'occasione di cucinare per un calciatore di Serie A è arrivata grazie al contatto con il cugino Samuele Birindelli e un suo amico. Da lì, Edoardo ha cominciato a lavorare in un contesto nel quale organizzazione, precisione e attenzione al dettaglio assumono un'importanza particolare.

Nel filmato racconta di aver cucinato per Saelemaekers, Petagna e Folorunsho, tre giocatori con gusti differenti. Il lavoro non consiste semplicemente nel preparare piatti equilibrati: ogni proposta deve adattarsi alle esigenze del singolo atleta e alla sua routine quotidiana.

Che cosa mangiano i calciatori di Serie A: i piatti preparati da Edoardo

Il video permette di osservare alcuni esempi concreti della cucina dello chef. Nel corso della giornata vengono preparati diversi pasti, dalla colazione alla cena, con ricette differenti in base alle preferenze dei giocatori.

Per Andrea Petagna, Edoardo propone una colazione a base di pane tostato, avocado e uova. Tra i dolci associati ai calciatori compaiono invece banana bread, pancake e crostata con confettura di albicocche.

Saelemaekers, racconta lo chef, apprezza particolarmente la cucina asiatica e i sapori speziati. Per lui prepara anche il sushi, un piatto che il calciatore gli richiede solitamente dopo una partita.

Folorunsho, invece, viene descritto come il più selettivo a tavola tra i tre: secondo quanto raccontato nel video, predilige la carne, in particolare pollo, manzo e tacchino.

A pranzo, la preparazione mostrata comprende un risotto con verdure e pollo, seguito da pollo scottato accompagnato da pak choi, una verdura utilizzata nella cucina asiatica. Sono esempi che illustrano come la stessa attività professionale possa tradursi in proposte molto diverse a seconda delle abitudini alimentari del singolo giocatore.

Il ruolo del nutrizionista e l'organizzazione dei pasti

Dietro ogni preparazione c'è un lavoro che va oltre la cucina. Edoardo spiega che una delle maggiori difficoltà consiste nel coordinarsi con il nutrizionista del calciatore, perché la quantità di carboidrati e proteine può cambiare in base agli allenamenti e alle condizioni fisiche dell'atleta.

Un programma alimentare, quindi, non può essere considerato identico in ogni situazione. Se un giocatore si allena meno del previsto oppure deve seguire indicazioni specifiche, anche i pasti possono essere modificati.

Nel video emerge inoltre l'attenzione riservata alla presentazione dei piatti. Edoardo racconta di aver lavorato in ambienti di alto livello e considera l'impiattamento una componente importante del servizio, sia per chi cucina sia per chi riceve il pasto.

Il rapporto con i calciatori, secondo la sua esperienza, non si esaurisce nella preparazione del cibo. Entrando nelle loro case, ha avuto modo di conoscere familiari e amici, raccontando di aver trovato persone meno distanti e più disponibili di quanto si aspettasse inizialmente.

Il suo obiettivo per il futuro è continuare a lavorare come chef privato, ampliando le occasioni professionali e dedicandosi anche a pasti più liberi, scelti dai giocatori senza seguire necessariamente il programma alimentare abituale.

Una storia professionale che, attraverso un dettaglio familiare, incrocia anche il mondo biancorosso: il cugino di Samuele Birindelli lavora infatti dietro le quinte dell'alimentazione di alcuni calciatori di Serie A. 

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