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Raddoppiare l’incidenza delle marche del distributore (Mdd) in appena tre anni. È questo l’obiettivo dichiarato da Angelo Mastrolia, presidente di Carrefour-GS, nelle recenti interviste. Un traguardo ambizioso, che secondo un’analisi pubblicata da Alimentando, solleva più di un interrogativo guardando ai numeri storici della grande distribuzione italiana.

La domanda, in sintesi, è una sola: è davvero possibile passare dal 24,3% al 50% di Mdd in così poco tempo?


I dati che Carrefour non ha mai diffuso

Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio i numeri. L’incidenza delle Mdd di Carrefour in Italia non è mai stata ufficialmente comunicata. La motivazione addotta nel tempo è sempre stata la stessa: il gruppo è quotato alla Borsa di Parigi e si tratterebbe di dati sensibili.

Come spiega Alimentando, nemmeno durante il Salone Carrefour è stato possibile ottenere cifre ufficiali. Per questo motivo, la quota Mdd di Carrefour riportata nelle tabelle 2021–2025 è il risultato di un lavoro di ricostruzione, basato su dati aziendali, NielsenIQ e bilanci del gruppo.

Un lavoro lungo e complesso, ma necessario per capire se la strategia annunciata abbia fondamenta solide.


Le parole di Mastrolia e l’obiettivo del 50%

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Il punto di partenza è chiaro. Angelo Mastrolia, in più interviste, ha indicato una direzione precisa:
“I prodotti a marchio del distributore avranno un’incidenza progressivamente crescente e nei prossimi tre anni puntiamo a una quota intorno al 50%. I brand del gruppo manterranno un peso non inferiore al 20%. La marca tradizionale è quindi destinata a ridursi verso il 30%”.

Un equilibrio che, nelle intenzioni, dovrebbe migliorare rapporto qualità-prezzo e coerenza dell’offerta rispetto ai nuovi consumi.

Ma i dati storici raccontano una storia più lenta.


Coop e Conad: crescite costruite in decenni

L’analisi di Alimentando mette a confronto il percorso di Coop e Conad, i due gruppi italiani che hanno spinto con più decisione sulle Mdd.

  • Coop è passata dal 27,1% del 2013 al 33,1% del 2025
  • Conad dal 26,3% al 34,1% nello stesso arco temporale

Crescite importanti, ma frutto di oltre dieci anni di lavoro, investimenti su packaging, naming, qualità percepita e fiducia nel brand.

Numeri che rendono evidente quanto sia complesso spostare equilibri così profondi sugli scaffali.


I casi esteri e il confronto internazionale

È vero: esistono esempi virtuosi.
Secondo Alimentando, alcuni gruppi hanno raggiunto incidenze elevatissime di Mdd:

  • Lidl: circa 80%
  • Eurospin: 100%
  • MD: circa 80%
  • Marks & Spencer: 91%
  • Mercadona: 81%
  • Migros (Svizzera): 52%
  • Coop Svizzera: 59%

Ma si tratta di modelli costruiti in decenni, spesso con un’identità fortissima e una fedeltà al marchio sviluppata nel lungo periodo.


Esselunga: un modello diverso

Interessante anche il caso Esselunga, che secondo i dati citati da Alimentando registra un’incidenza Mdd intorno al 25%.
Il mix è estremamente articolato:

  • 50% brand mainstream
  • 5% linee Top
  • 4% primo prezzo Smart (circa 450 referenze)
  • 41% linee specialistiche (Bio, Naturama, Equilibrio, Cucina Esselunga)

Un equilibrio studiato nel tempo, che dimostra come la crescita delle Mdd non sia solo una questione di quota, ma di posizionamento.


Il nodo non food e le incognite future

Resta aperto anche il capitolo non food. Non è ancora chiaro se nel nuovo assetto GS-Carrefour verranno mantenute categorie come l’abbigliamento Tex. Secondo fonti citate da Alimentando, il non food pesava per circa il 6% delle Mdd Carrefour.

Una percentuale non trascurabile, che potrebbe incidere sulle strategie future.


La domanda finale resta aperta

Ed è qui che l’analisi di Alimentando arriva al punto chiave:
come farà GS-Carrefour a raddoppiare l’incidenza delle Mdd, passando dal 24,3% al 50%, in appena tre anni?

In un’epoca in cui informazione e disinformazione spesso si confondono, i numeri storici suggeriscono prudenza. Obiettivi simili sono stati raggiunti altrove, sì, ma con tempi molto più lunghi.

La scommessa di Mastrolia è chiara. Resta da capire se sarà una svolta epocale o un traguardo troppo ambizioso per i tempi annunciati.