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Monza non è solo Autodromo, Villa Reale e Brianza operosa. È anche una terra che, negli anni, ha espresso figure centrali della giustizia italiana. Tra queste spicca , penalista di fama nazionale, volto noto dei grandi processi mediatici e avvocato storico di . Un nome che divide, fa discutere, ma che nel mondo forense è sinonimo di esperienza, rigore e combattività.

Dalla Brianza alle aule più esposte d’Italia

Nato a Monza nel 1958, Ivano Chiesa è cresciuto professionalmente in uno dei contesti più complessi del diritto penale italiano: quello lombardo, segnato da Tangentopoli, dai grandi scandali economici e dai processi ad alta esposizione mediatica. Dopo la formazione e l’esperienza maturata a Milano, apre il suo studio e costruisce una carriera fondata su un principio chiaro: la difesa non si delega, si combatte.

Nel tempo diventa uno dei penalisti più riconoscibili d’Italia, non solo per i clienti difesi, ma per il modo diretto, spesso scomodo, con cui interpreta il ruolo dell’avvocato. Chiesa non è mai stato un professionista “silenzioso”: parla, scrive, interviene. E soprattutto non arretra quando il caso è impopolare.

Il legame con Fabrizio Corona

Il nome di Ivano Chiesa è indissolubilmente legato a quello di Fabrizio Corona. Una difesa lunga anni, attraversata da condanne, arresti, revoche, polemiche e colpi di scena. In questo rapporto professionale, Chiesa ha assunto anche il ruolo di argine istituzionale contro quello che ha spesso definito un accanimento giudiziario e mediatico.

Nei procedimenti che hanno coinvolto Corona, l’avvocato brianzolo ha portato avanti una linea difensiva dura, tecnica, ma anche politica nel senso più alto del termine: la difesa dei diritti dell’imputato, della proporzionalità della pena e del senso rieducativo della giustizia. Una posizione che gli ha attirato consensi, ma anche critiche feroci.

Il penalista che sfida il “processo mediatico”

Ivano Chiesa è molto più dell’avvocato di un personaggio famoso. È un giurista che da anni denuncia le distorsioni del sistema: l’abuso della custodia cautelare, la spettacolarizzazione delle indagini, la sovrapposizione tra tribunali e talk show. Temi affrontati anche nei suoi libri e nei numerosi interventi pubblici.

La sua idea di giustizia è netta: il processo si fa nelle aule, non sui social o nei titoli urlati. Una posizione che lo rende spesso controcorrente in un’epoca in cui la gogna mediatica precede le sentenze.

Un profilo divisivo, ma centrale

C’è chi lo considera un paladino delle garanzie costituzionali e chi lo accusa di difendere l’indifendibile. Ma una cosa è certa: Ivano Chiesa è diventato un punto di riferimento del penalismo italiano, soprattutto quando il caso è complesso, esposto, scivoloso.

Nel panorama forense nazionale, pochi avvocati hanno saputo reggere per anni la pressione mediatica senza arretrare di un millimetro. E questo, nel bene e nel male, lo ha trasformato in una figura simbolica.

La Brianza che arriva al centro del dibattito nazionale

Per Monza e la Brianza, Ivano Chiesa rappresenta anche altro: la dimostrazione che da un territorio spesso raccontato come “silenzioso” possono emergere protagonisti capaci di influenzare il dibattito nazionale su giustizia, diritti e libertà individuali.

Non un personaggio da copertina patinata, ma un avvocato che ha scelto di stare dove il terreno scotta. E di farlo senza mai nascondersi.